Segreti

Velo sugli affari interni, Boldrini sempre meno trasparente

23 Dic , 2014  

Laura Boldrini sta battendo tutti i suoi predecessori alla presidenza della Camera per mancanza di trasparenza sulla vita interna dell’Istituzione. Da oltre tre mesi la presidentessa oscura le riunioni interne- da quella del Collegio dei Questori a quella dell’ufficio di presidenza- non divulgando nemmeno i verbali che raccontano in forma sempre più succinta quel che accade all’interno delle stanze segrete dell’istituzione: dagli appalti, alle forniture, alle decisioni politiche prese lontano dai riflettori.Le ultime riunioni rese pubbliche risalgono al mese di settembre, e nell’epoca di Internet e della trasparenza on line, sorprende davvero questo black out. Era stato più trasparente di lei perfino Gianfranco Fini, che certo non brillava. E all’epoca di Fausto Bertinotti oltre alla maggiore tempestività nella pubblicazione dei documenti interni, c’era assai più trasparenza, visto che le riunioni dell’ufficio di presidenza venivano divulgate con il resconto stenografico e non nella attuale forma di riassunto sommario. Può sembrare una questione di lana caprina, e invece la trasparenza è essenziale per giudicare una istituzione. Le riunioni di questo ultimo mese tenute così gelosamente segrete, si sono occupate ad esempio degli affitti degli immobili di Montecitorio dal gruppo Milano 90 di Sergio Scarpellini. Ufficialmente li hanno disdettati tutti, risparmiando così una spesa di quasi 30 milioni di euro l’anno. Ma la realtà non è quella: la Camera sta conducendo silenziosamente una trattativa con Scarpellini per tornare ad occupare uno dei suoi palazzi. Siccome non trovavano un accordo proprio la mattina del 23 dicembre – a una settimana dalla chiusura definitiva dei contratti di affitto- la Camera ha deciso di prorogarli tutti fino al prossimo 28 febbraio. Naturalmente in gran segreto. Perchè su tutte queste vicende è calato il velo- in questo caso un burqa- della Boldrini.

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