Segreti

Ilda la rossa fa la Camusso con colpo basso a don Ciotti

17 Giu , 2016  

Non l’aveva mai fatto prima di oggi. Ilda Boccassini, procuratore aggiunto di Milano, ha deciso di prendere carta e penna e scrivere al Senato, intervenendo sulla discussione in commissione giustizia delle nuove regole antimafia da inserire nell’apposito codice. Tre paginette, abbastanza tecniche, con due sorprese.

Silvana Saguto, il giudice finito nei guai a Palermo

Silvana Saguto, il giudice finito nei guai a Palermo

La prima è che Ilda la Rossa ha deciso di trasformarsi in sindacalista di una categoria molto particolare: quella degli amministratori giudiziari, i professionisti a cui i tribunali affidano provvisoriamente la gestione dei beni confiscati alle mafie. I senatori, scossi dal caso Palermo dove un giudice, Silvana Saguto, aveva affidato ad amici e amici degli amici i beni confiscati saldando loro parcelle milionarie, erano intenzionati a limitare l’intera categoria degli amministratori giudiziari. Così hanno messo un limite massimo di tre incarichi per amministratore, che così non potrebbero approfittare di canali privilegiati con giudici amici.

Estratto dalla lettera al Senato della Boccassini

Estratto dalla lettera al Senato della Boccassini

Proprio qui la Boccassini si mette di traverso: no, che fate? Non fatevi condizionare dalla cronaca sui giornali! “Appare evidente”, scrive, “l’incidenza di recenti vicende giudiziarie perché è del tutto irrazionale la previsione del limite dei tre incarichi aziendali”. Invito ai senatori: “Non mostrate pregiudizio nei confronti della categoria degli amministratori giudiziari che, se all’altezza del compito, sono di grande ausilio”. Nemmeno Susanna Camusso avrebbe saputo fare di meglio. E non è la sola sorpresa che riserva la Boccassini in quella lettera.

don Luigi Ciotti, presidente di Libera

don Luigi Ciotti, presidente di Libera

Perché in altro passaggio infilza la decisione di assegnare in via privilegiata ad associazioni private senza scopo di lucro i beni confiscati alla mafia, dovesse anche dare un dispiacere a Libera e al suo fondatore don Luigi Ciotti (anche se loro non gestiscono direttamente i beni confiscati, ma si occupano della loro destinazione d’uso). A fare la parte del leone in questo settore sono cooperative sociali e onlus che spesso gravitano nell’area rossa (Arci e compagnia), o in quella bianca del volontariato cattolico. Ma il procuratore aggiunto di Milano si dice perplessa e intima l’alt: “non si comprende perché dette associazioni debbano essere privilegiate rispetto agli enti territoriali…”. Ilda la sindacalista rossa. Prima degli amministratori giudiziari, poi di comuni e Regioni…

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