Romanzo Quirinale

Silvio appeso al Quirinale con il suo Casini

29 Gen , 2015  

Spread the love

Il primo ad avere capito tutto di quel che non sarebbe avvenuto ieri è stato una vecchia volpe come Michele Santoro. Per due giorni ha piazzato una sua inviata alle costole del povero Luca Lotti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, nonché uomo simbolo del patto del Nazareno, grazie all’antica amicizia con il forzista Denis Verdini. La povera inviata era Paola Bacchiddu, nota alle cronache per avere fatto la comunicazione della Lista Tsipras alle scorse europee, facendo vedere una sinistra retrò, o meglio il retro della sinistra immortalato in una foto. La neo-santorina si è precipitata vestita come una matrioska siberiana (a Roma in questi giorni tira una tramontana terribile che fa sembrare glaciale la temperatura) tentando di placcare Lotti e strappargli la dichiarazione fatale.

BACCHIDDU-570Martedì sera Santoro ha detto stop: “non serve più”. Era l’unico ad avere capito che il Nazareno stava per impantanarsi in acque melmose, come è avvenuto ieri a palazzo Chigi. A dire il vero l’aveva temuto, se non proprio capito, in extremis anche uno dei due protagonisti, Silvio Berlusconi. Tanto è che lunedì aveva provato a chiedere alla controparte: “possiamo fare slittare di qualche giorno il voto sull’Italicum?”. E’ così che è arrivato il primo no di Matteo Renzi. E che è divenuto plasticamente evidente il problema di Berlusconi: a una trattativa non si va con le armi spuntate. Perchè quando ieri mattina i due si sono trovati faccia a faccia, uno – Renzi- era in grado di dettare condizioni. L’altro- Berlusconi- non aveva più frecce al proprio arco: l’ultima se l’era giocata lanciandola sul bersaglio scelto dall’interlocutore. Il rischio era che tutto finisse con due “no”- che ci sono pure stati- e uno dei due ben più forte dell’altro. C’è voluta tutta la chimica personale dei due protagonisti, e insieme le capacità diplomatiche e la carica di simpatia degli accompagnatori perchè il filo del Nazareno non si spezzasse. E restasse teso ancora per le prossime ore. Ma i due no sono suonati roboanti. Quello di Berlusconi al solo candidato che Renzi ha proposto (Sergio Mattarella), e quello del premier al preferito del Cavaliere (Giuliano Amato).

Camera - UDC - conferenza stampa CasiniNon è arrivato invece un terzo no da parte di Renzi alla soluzione di riserva proposta da Berlusconi: Pierferdinando Casini. Il nome è stato la sorpresa di ieri. E ancora di più lo è stato vedere Casini uscire da palazzo Chigi nell’auto argentata dai vetri oscurati poco dopo le 13, mentre tutti aspettavano l’arrivo di Berlusconi. Renzi l’ha ricevuto senza strombazzare l’incontro ai quattro venti come era avvenuto per tutti gli altri appuntamenti (prima ha visto anche Pierluigi Bersani e Nichi Vendola). Casini non era previsto nel menù ufficioso, e non fosse stato per un cronista che aveva annotato nel suo taccuino tutte le targhe delle auto dei potenti, la visita sarebbe sfuggita. Quando il cronista ha urlato agli altri: “è Casini!”, le troupe delle varie tv si sono lanciate a rincorrere l’auto dai vetri oscurati in piazza del Parlamento. Chi era alla guida se ne è accorto, ha piazzato l’auto contromano, ha dribblato il semaforo rosso, e ha svoltato in via del Corso fra i clacson pigiati degli altri automobilisti infuriati, seminando però i curiosi. Quell’incontro avrebbe dovuto restare riservato. Però è grazie a quei minuti furtivi che oggi ancora può avere un seguito nel lungo e appassionante Romanzo Quirinale quel patto Nazareno che altrimenti avrebbe rischiato una brutta ammaccatura. Casini sapeva da giorni di essere una riserva di questa partita (e a dire il vero ne sono certi almeno altri dieci candidati). Tanto è che sulla rubrica che appare oggi su Panorama a firma Kayser Soze gli viene attribuita fra virgolette una confidenza fatta a un amico parlamentare: “I nomi sono il mio e quello di Amato, altrimenti Renzi non ha i voti”.

Assemblea nazionale del Partito Democratico, prima giornataLa strada in ogni caso è per tutti in salita, tanto è che Renzi ieri non ha più fatto riferimento alla quarta votazione come quella decisiva. Però i fedelissimi del premier giurano che Renzi proseguirà diritto sul nome di Sergio Mattarella, sperando di trovare in altri forni quei voti che Berlusconi gli nega. E qualche segnale lo ha avuto. E’ bastato sapere che il Cavaliere lo aveva bocciato per fare spuntare come funghi insospettabili tifosi di Mattarella a sinistra. Pippo Civati due ore dopo era già pronto a contrarre matrimonio perfino con cerimonia religiosa, mostrando appena un velo di tristezza per dovere tradire così Romano Prodi. Nichi Vendola– che stava presentando un libro su Tsipras inanellando una gaffe dopo l’altra (magnificando il suo governo, ha chiamato il povero leader greco “Matteo”, con un terribile lapsus freudiano)- ha già fatto la sua apertura. Verso le otto di sera il cronista di Libero incontrava in piazza Montecitorio Gianni Cuperlo, uno dei leader della minoranza Pd, che già stava facendo i suoi calcoli: “Noi Mattarella lo voteremmo. Sel pure, forse qualche grillino. Se si riuscisse a staccare Angelino Alfano da Silvio Berlusconi, ci sarebbero 615-630 voti. Un buon margine, in grado di sopportare anche cento franchi tiratori. Ma Alfano ci starebbe?”. La risposta è semplice: no. Quell’irrigidimento su Mattarella sta provocando analogo irrigidimento all’interno del Ncd, perchè insistendo su quella pedina Renzi starebbe di fatto cambiando maggioranza di governo. Non è aria dunque di un sì.

GOVERNO: CONVENZIONE IN BILICO, BERLUSCONI COLPA ODIO SINISTRAE se proprio si vuole capire meglio, basta tornare a Kaiser Soze, che virgoletta un acidissimo Gaetano Quagliariello su Renzi: “conosce solo la filosofia dell’asso pigliatutto. Per strappargli qualcosa devi resistere. Berlusconi e Alfano dovrebbero tenere il punto nelle prime tre votazioni per il Colle e farsi un’idea delle forze in campo. Quindi scoprire di quanti voti dispone Renzi per il suo candidato. E poi alla quinta, cominciare a giocare…”. Si fa lunga, dunque. Molto più di quel che si pensava.

Facebook Comments

, , , , , , , , , , ,


Comments are closed.