politica

Vitalizi, anche Boldrini e Grasso colpevoli dello scandalo

29 Mag , 2015  

Ci sono due colpevoli che fanno finta di essere insospettabili nello scandalo dei vitalizi parlamentari: i presidenti dei due rami del Parlamento, Laura Boldrini (Camera) e Piero Grasso (Senato). Prima di loro certo tanti altri, come Gianfranco Fini, Renato Schifani, Pierferdinando Casini, Fausto Bertinotti, Franco Marini, Marcello Pera, Luciano Violante, Nicola Mancino e tanti altri. E’ colpa anche loro se le casse dello Stato sono state bucate come groviera per fare uscire miliardi di euro ( circa 5 durante il loro regno) per rimpinguare il conto previdenziale dei parlamentari senza tenere in alcun conto i versamenti da loro effettuati. Fossero amministratori di società, i cittadini italiani avrebbero tutto il diritto di tentare un’azione di responsabilità. Ma non è così impensabile oggi una class action nei loro confronti…rodotaEugenio ScalfariSe oggi ex parlamentari come Eugenio Scalfari e Stefano Rodotà possono vantare come ha dimostrato l’inchiesta di Libero sui “Papponi (e cioè mangioni) delle pensioni” un vantaggio di quasi un milione di euro fra i vitalizi che si sono messi in tasca e i contributi effettivamente versati, la colpa è anche dei presidenti delle Camere. Perchè hanno raccontato mille volte il falso sia sulle indennità parlamentari (non sono quelle ad essere legate agli stipendi dei magistrati più alti in grado, ma le indennità più i rimborsi spesa), sia sui diritti costituzionali dei vitalizi, che sono semplicemente inesistenti. Ma c’è di peggio. Nel 2014 Camera e Senato hanno speso per vitalizi 222,12 milioni di euro. E hanno incassato 12,1 milioni di euro di contributi. Il buco è di 209 milioni di euro, e tutti questi anni la differenza è stata proporzionalmente identica.

Laura-BoldriniMa che hanno fatto dei contributi incassati? Semplice: dal 1981 ad oggi nulla, proprio nulla. Hanno smantellato la cassa previdenziale dei parlamentari che pure esisteva, e non hanno costituito alcun fondo di previdenza, investendo e cercando di percepire un minimo di interessi e rivalutazioni almeno sui contributi incassati (e sul prelievo fiscale operato sugli assegni vitalizi). Come nella parabola evangelica del talento, Boldrini, Grasso e i loro predecessori dovrebbero finire all’inferno, perchè quello che hanno ricevuto hanno semplicemente sotterrato, non curandosi delle conseguenze. Certo, l’indifferenza verso quei denari ha ruguardato tutta la classe parlamentare, ma loro sono stati i responabili più alti in grado. Ora si capisce bene cosa è il vitalizio: una sine cura, e infatti nessuno si è curato di quel conto economico. Nemmeno del buco. Perchè alla fine paga sempre Pantalone: ogni anno le Camere chiedono al tesoro la dotazione con cui pagano le spese, pure i vitalizi. Se arrivano garantiti quei soldi, perchè mai preoccuparsi di investirli e almeno ridurre un po’ quel disavanzo? A chi gioverebbe? A Pantalone, ai cittadini italiani. E che gliene frega a loro?

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