politica

Peones Pd pronti alla rivolta: Renzi e Boschi, fateci andare a casa

23 Feb , 2015  

Lo sfogo è raccolto a due passi dalla Camera dei deputati, dove un capannello di giovani parlamentari Pd fuma una sigaretta in una delle rare pause dai lavori parlamentari. Li raggiungo e chiedo: “Come va?””. Il primo di loro allarga le braccia: “Come vuoi che vada? Ci tengono qui in gabbia, siamo costretti a restare nel palazzo da mattino a sera e se va avanti così anche sabato e domenica. Bella idea è stata quella di rompere con tutte le opposizioni, che ora tocca solo a noi assicurare il numero legale in aula”.opposizioniaventinoQualcuno è più loquace, altri temono il cronista ma assentono con la testa: “Abbiamo 7-8 decreti da convertire, e un imbuto di settimane per farlo. Matteo Renzi e Maria Elena Boschi ci costringono così ad essere tutti in aula, altrimenti se le opposizioni non aiutano, il numero legale non c’è. Il problema è che ci sono anche le amministrative, e fra poco inizia la campagna elettorale. Da me si vota in due importanti comuni, e non posso andare là a dare una mano. Se non stiamo sul territorio, finisce che quelle amministrative le perdiamo. Per una ripicca non così intelligente di chi ci guida, che avrebbe potuto evitare questa rottura”. Lavorare stanca, certo, e tutto il peso ora è sui parlamentari del Pd. Il malumore è evidente, e chissà se i peones nel loro piccolo questa volta non si incazzano…

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