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Mille proroghe, il mistero del regalino fiscale al signor X di Lampedusa

25 Gen , 2015  

C’è un vero e proprio mistero contenuto nell’ultimo decreto legge del governo del 2014: quel mille-proroghe che porta la data del 31 dicembre scorso. Al suo interno c’è una norma che appare davvero stramba: il rinvio al 31 dicembre 2014 del pagamento delle tasse 2014 per gli abitanti di Lampedusa, che proroga la sospensione degli adempimenti fiscali già rinviata al 31 diembre 2013 per l’eccezionale ondata di sbarchi. E’ una norma che quindi vale solo per un giorno, a favore di qualche misterioso contribuente del comune guidato da Giusi Nicolini che non aveva ancora pagato le tasse.comma LampedusaNorma piuttosto curiosa, perchè a quella data- non avendo avuto nessuno stop come era accaduto negli anni precedenti, i lampedusani avrebbero dovuto da mesi avere pagato tutte le pirncipali tasse sul reddito e anche quelle sui servizi (la Tasi). E infatti nella relazione tecnica che accompagna il decreto firmato da Matteo Renzi il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, non calcola nemmeno il danno oper l’erario che deriverebbe da quel rinvio: “la disposizione in same”, scrive, “comporta effetti trascurabili, in quanto interviene successivamente alle principali scadenze dei versamenti tributari 2014”. Insomma, quasi tutti i lampedusani avevano già pagato le tasse nel 2014. E allora perchè si è fatta quella norma per decreto? E soprattutto a favore di quale contribuente così prezioso da valere una norma ad personam così spudorata? Ah, saperlo…

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One Response

  1. AssoPelagie ha detto:

    Egr. Dott. FRANCO BECHIS,
    l’Associazione Imprenditori Isole Pelagie Le scrive in risposta al Suo articolo pubblicato il
    25 Gennaio u.s. sul sito Web “L’IMBECCATA”.
    Solo a Lei , Dott BECHIS , il comma 8 del Decreto Legge n.192 del 31 Dicembre 2014 puo’ risultare un mistero.
    Ci dispiace constatare che un giornalista economico, che ha collaborato con le più importanti testate giornalistiche italiane, possa scrivere un articolo ed insinuare dubbi , misteri e chissà quale altro favore celato dietro l’inserimento del comma 8 nel Decreto Milleproroghe.
    Occorrerebbe rivedere un po’ la storia prima di sprigionare la Sua ironia nei confronti dei lampedusani , di Lampedusa e di tutto ciò che l’isola e i suoi abitanti hanno sempre sofferto e sopportato negli ultimi 20 anni, subendo, poi , nella primavera del 2011 un vero sopruso ed un offesa alla propria dignità per le politiche migratorie condizionate dalle campagne elettorali dell’epoca.
    Se l’Ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri n. 3947 del 16/6/2011 , che ha previsto delle disposizioni urgenti dirette a fronteggiare lo stato di emergenza umanitaria in relazione all’eccezionale afflusso di cittadini appartenenti ai Paesi del Nord Africa, non fa parte delle sue note e non è appuntata nella sua agenda , La preghiamo di rileggerla e di prestare la giusta e dovuta attenzione.
    Essa conteneva all’art. 3 la sospensione di tutti i tributi e di tutti gli adempimenti fino al 16 dicembre 2011 per alleviare gli ingenti danni provocati da quegli eventi all’economia di Lampedusa che riscontrava una riduzione delle presenze turistiche pari al 70% .
    Le successive proroghe concesse alla popolazione di Lampedusa dovevano essere delle agevolazioni che nel corso degli anni sono diventate beffe.
    I cittadini di Lampedusa sono stati considerati “EVASORI” solo perché hanno rispettato l’Ordinanza citata e perché i Governi successivi hanno prorogato la sospensione.
    La norma che a Lei “ appare stramba”, “ che vale solo per un giorno”,” a favore di qualche misterioso contribuente del Comune di Lampedusa che non aveva pagato le tasse”, in realtà è semplicemente una “PROROGA” inserita nelle innumerevoli proroghe di fine anno.
    Nel caso di Lampedusa , però , è necessario informarsi e La preghiamo vivamente di farlo per non incorrere in questi incidenti di percorso dettati dalla mancanza di conoscenza dell’argomento oggetto del Suo articolo che La fa incorrere nell’ironia del presunto “regalo prezioso”.
    Certo , Dott. BECHIS, Lei ha perfettamente ragione !!
    Visto che “Quasi tutti i lampedusani avevano già pagato le tasse nel 2014” che senso ha il decreto ?
    I lampedusani nel 2014 le tasse le avevano già pagate.
    Lei , Dott. BECHIS, non sa , però, che la “ fantomatica sospensione” di tutti i tributi, concessa dal Governo e prorogata da tutti i Governi che si sono susseguiti dal 2011 ad oggi , è stata una spada di Damocle per Lampedusa e i lampedusani , in quanto , non avendo provveduto ad emettere una norma , un decreto, un emendamento che disponesse le modalità di rimborso dei tributi sospesi , tutta la popolazione si è ritrovata sommersa di notifiche da parte dell’Agente di Riscossione, su mandato dell’Agenzia dell’Entrate e degli Enti previdenziali, di cartelle esattoriali gravate di sanzioni per omesso versamento oltre agli interessi di mora .
    I lampedusani , sono stati considerati tutti “EVASORI”nonostante l’O.d.c.m. n.3947 . nonostante la Legge n.147 del 27/12/2013 ( Legge di stabilità) , rischiando le azioni esecutive per la riscossione forzata di un “debito sospeso” dal Governo , considerato AGEVOLAZIONE.
    Lei ha il coraggio di scrivere un articolo presumendo un “regalino fiscale al Signor X per una norma “spudorata” ad personam”?
    Faccia una cosa Dott. BECHIS.
    Lo faccia Lei un regalo a tutti i lampedusani.
    CHIEDA SCUSA
    Con trasparenza …….senza MISTERO.
    
    Con la presente inoltriamo richiesta di pubblicazione di smentita e rettifica dell’articolo pubblicato da Libero.it- L’Imbeccata- in data 25 gennaio u.s..con il titolo “Milleproroghe: il mistero del regalino al Signor X di Lampedusa”, gravemente lesivo degli interessi economici e della dignità di tutte le attivita’ produttive e dei cittadini di Lampedusa e Linosa che hanno fruito della moratoria fiscale concessa dal Governo nel 2011.
    Tanto si chiede ai sensi della vigente normativa in materia di informazione e tutela dei diritti diffusi della comunità isolana, con riserva di ogni altra azione volta a stabilire verità e rispetto.

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