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Boschi e Renzi ora hanno paura e sondano gli elettori

4 Feb , 2015  

Matteo Renzi e il suo braccio destro Maria Elena Boschi dopo avere marciato spediti e diretti per lunghi mesi cominciano ad avere qualche perplessità sulla tenuta del governo e soprattutto dei suoi cavalli di battaglia (riforme costituzionali e Italicum) presso l’opinione pubblica. Allarmati da qualche rilevazione di opinione apparsa sui media, i due hanno deciso di sondare direttamente l’elettorato. Hanno messo mano al portafoglio… beh, non il loro: il nostro portafoglio, e hanno stanziato circa 70 mila euro per una serie di sondaggi.sondaggistigovernoTre gli appalti assegnati nell’ultimo mese dal governo, come si può leggere nella tabella qui a fianco. Il più sostanzioso l’ha conquistato la Swg di Trieste, che per 41.610,66 euro dovrà monitorare dal 5 gennaio scorso al prossimo 5 luglio (6 mesi) l’opinione pubblica italiana per conoscere il gradimento che ha in generale sull’operato del capo del governo e della sua squadra ministeriale. Ogni mese il sondaggio verrà naturalmente aggiornato, e l’esecutivo sulla base di quelle rilevazioni deciderà se correggere o meno la rotta fino a quel momento seguita.

mentana-masia-586x332La seconda commessa arriva dall’ufficio programma di governo, guidato dalla stessa Boschi, e se l’è aggiudicata per 20 mila euro tondi la Ipsos di Nando Pagnoncelli: dovrà effetuare una ricerca “per corrispondere alle aspettative dei cittadini in merito alla conoscenza, alla divulgazione e alla fruizione dei dati relativi all’attività e al livello di attuazione del programma di governo. Terzo sondaggio, il più difficile, ma anche quelllo meno pagato: 6.500 euro. Toccherà a Emg-Acqua, di cui è direttore generale Fabrizio Masia (nella foto con Enrico Mentana), rilevare “la conoscenza e le esigenze di informazione da parte del pubblico sull’ordinamento costituzionale e sulla legislazione istituzionale, nonchè sulle riforme in corso di esame parlamentare”. Questo porta la data del 31 gennaio scorso, e sembrerebbe un po’ tardivo visto che le riforme sono in fase assai avanzata. Ma può anche segnare l’incertezza dell’esecutivo sulla loro bontà. Pronti a correggere la rotta se necessario…

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