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Povero Giachetti, se fa il sindaco va in malora il villone

16 Giu , 2016  

O la poltrona di sindaco di Roma, o la fazenda di Subiaco. Per Roberto Giachetti solo un sogno può realizzarsi. Se dovesse diventare sindaco di Roma domenica prossima battendo contro ogni pronostico Virginia Raggi dovrebbe il giorno dopo mettere il cartello “vendesi” sulla sua tenuta di Subiaco, dove sta trasformando due vecchi casali in una vasta struttura di accoglienza con tanto di grande piscina annessa (sul posto dicono che diventerà o un agriturismo o un pensionato di lusso), e sperare pure di realizzare in fretta.

Giachetti nel confronto con la Raggi

Giachetti nel confronto con la Raggi

Perché con lo stipendio da primo cittadino della capitale Giachetti dovrebbe cambiare radicalmente tenore di vita e quindi dimenticarsi quell’altro sogno un po’ sudamericano di passare i prossimi anni nella sua fazenda in costruzione. Già adesso quel desiderio in costruzione è assai complicato da fare conciliare con la posizione reddituale del vicepresidente della Camera. Siccome lui non ha brillato in trasparenza sui progetti da proprietario terriero che sta realizzando a circa un’ora da Roma, su una altura isolata vicinissima a Subiaco, Libero ha provato a fargli due conti in tasca e valutarne la compatibilità con il suo reddito. Scoprendo così i veri motivi dei celebri digiuni di Giachetti: la ristrutturazione dei suoi “due casaletti”, come li ha pudicamente definiti durante i confronti tv con la Raggi.

I due casaletti di Giachetti due anni fa

I due casaletti di Giachetti due anni fa

Sulla cancellata della fazenda del vicepresidente della Camera un cartello scarabocchiato a pennarello informa sugli studi tecnici che stanno facendo i lavori di ristrutturazione e sulla spesa di massima presunta: 500 mila euro, quasi un miliardo di vecchie lire. Somma non proprio a disposizione di chiunque, e non semplicissima da onorare a meno che non si vinca alla lotteria perfino per chi ha un buon stipendio da parlamentare e l’indennità aggiuntiva da vicepresidente della Camera, ma anche alcune spese fisse come quella che viene dal mutuo decennale da 300 mila euro per l’acquisto della abitazione principale a Roma. Guardando l’ultima dichiarazione dei redditi di Giachetti, si capisce come quella ristrutturazione sia una spesa davvero al limite, possibile solo in caso di precedente risparmio da formichine, e comunque poco compatibile perfino con un piatto caldo a pranzo e a cena. O la fazenda o la pancia piena, dunque.

I due casaletti ora si ingrossano

I due casaletti ora si ingrossano

Il reddito imponibile di Giachetti nella sua ultima dichiarazione dei redditi (quella 2015) ammonta a 134.909 euro. L’imposta lorda omnicomprensiva è di 51.181 euro. Il parlamentare Pd però ha diritto come tutti gli italiani a una lunga serie di detrazioni, spesso legate a donazioni che generosamente fa a soggetti terzi. Così l’imposta netta scende a 42.304 euro, e il reddito netto disponibile diventa di 92.605 euro. A quella cifra però bisogna sottrarre quella che serve per il pagamento del mutuo prima casa a Roma: circa 30 mila euro l’anno. Si scende così a 62.605 euro. Sempre dalla stessa dichiarazione dei redditi emerge che ci sono poco meno di 5 mila euro di spese mediche annuali. Scendiamo così a 57.611 euro. Ma dalle detrazioni si evince che Giachetti versa al Pd 19.230 euro l’anno. Il reddito disponibile si riduce a 38.381 euro.

Bobo si innervosisce sui casaletti

Bobo si innervosisce sui casaletti

Altra detrazione, altra spesa: Giachetti ha una assicurazione sulla vita per cui paga 10.600 euro l’anno. I soldi a disposizione per vivere scendono ancora a 27.781 euro. Siccome il vicepresidente della Camera ha il cuore buono e versa anche ad onlus, dando il suo contributo anche quando ci sono calamità naturali, il reddito che alla fine si è trovato disponibile per il 2015 è di 25.858 euro netti. Con quelli deve assicurare il 50% del mantenimento di due figli che indica in quel modo a suo carico, mangiare, vestirsi (e lì si capisce che non sia la sua principale preoccupazione), pagare bollette casalinghe e così via. Difficile trovare qualcosa per pagare i 500 mila euro di lavori a Subiaco. Certo, si può attingere ai risparmi passati, di cui poco o nulla sappiamo. Se non un piccolo giardinetto azionario (molto berlusconiano) dichiarato nel 2013 e di cui non risulta successivamente la vendita: 300 Mediaset, 500 Mediolanum, 2.475 Telecom Italia, 8 Telecom Italia media, e 1 azione Seat Pagine Gialle.

la stretta di mano a Sky

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