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Ma quanta ipocrisia c’è in quel tiro al Lupi

24 Mar , 2015  

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Si è dimesso da ministro delle Infrastrutture nel giro di 72 ore. Eppure non è ancora finito il tiro al Maurizio Lupi che prosegue interpretando quel passo indietro non come un atto poliico realistico e forzato (così è stato), ma come un riconoscimento di colpevolezza. Clamorosa in questo senso l’impostazione e la conduzione della puntata di Piazza pulita su La7 di lunedì 23 marzo. C’è un aspetto grottesco, su cui nessuno riflette: a dieci giorni dalla pubblicazione dell’ordinanza di custodia cautelare che ha portato in carcere Ercole Incalza per quella che è stata definita “clamorosa inchiesta sulla corruzione”, sulla stampa e nel dibattito politico si parla solo di rolex, di viaggi aerei, di contratti temporanei a un neo-laureato, di vestiti sartoriali, di raccomandazioni. Si parla cioè solo  di episodi che non hanno portato all’emissione nemmeno di un avviso di garanzia. Dove è allora questo grande sistema di corruzione per cui Matteo Renzi ora vorrebbe un grande repulisti?Ercole Incalza-2Ecco, leggendo e rileggendo tutti gli atti dei Ros, della procura di Firenze e l’ordinanza finale del gip onestamente non ho capito quali fatti specifici, quale documentazione bancaria inoppugnabile, quale bustarella pizzicata in due anni di indagini, intercettazioni e pedinamenti ci sarebbe per testimoniare questo mega sistema di corruzione. Sarò un po’ tardo, invecchiato dopo decenni che leggo atti giudiziari integrali, forse un pizzico rincoglionito. Ma non ho trovato nulla che testimoni questo. C’è l’ipotesi che il grande arrestato avesse dei contratti di consulenza inopportuni, amessi da Incalza anche nel primo interrogatorio di garanzia, e per altro testimoniati anche dalle sue dichiarazioni dei redditi ufficiali. E’ un problema etico-disciplinare. Ma avete mai visto una tangente su cui chi la oercepisce paga regolarmente le tasse al fisco? Ecco, qualche dubbio è legittimo. E deve averlo avuto anche il gip, che non solo ha respinto buona parte delle richieste della procura, ma ha accolto solo a tempo (provvedimenti cautelari della durata di un solo mese) gli altri, cosa che raramente si è vista.

carrai-renzi-150216114548_bigE’ facile, ma un po’ ipocrita e vigliacco quel tiro al Lupi che sta andando in scena. Primo: l’indagine giudiziaria non c’entra nulla, visto che non ha dato valenza di reato agli episodi citati che riguardavano il ministro (e perchè allora li ha citati? La magistratura deve cercare reati, non svelare comportamenti eticamente inappropriati). Secondo: è vero che un ministro può avere amici, ma deve dimenticarsi che siano suoi amici quando si tratta di gestione della cosa pubblica. Quindi Lupi avrebbe fatto bene a non accettare regali nè piccoli nè grandi dai suoi amici durante il mandato. Giusto scriverlo e osservarlo. Senza ipocrisie però: sarebbe stato sacrosanto se quei regali e quei contratti li avesse scoperti Corrado Formigli o Il Fatto quotidiano. Invece nessuno di noi ha fatto il suo mestiere, e dovremmo chiedere scusa invece che abbeverarci a intercettazioni dei pm che umiliano la nostra professione, ipocritamente poi giudicando qui e là per nascondere la nostra incapacità a fare inchieste degne di questo nome.

vignettacarraiSeconda ipocrisia: quella dei politici, in testa il premier che dopo avere messo le mani sul ministero che gli interessava ha mollato già gli ormeggi discettando in pubblico di comportamenti etici. Il caso Lupi è esattamente identico al caso Renzi-Marco Carrai, con la sola differenza che l’attuale premier ha ricevuto dal suo amico del cuore che aveva interessi con il comune di Firenze di cui era sindaco somme e favori economicamente più rilevanti di quelli finora scoperti nel caso del ministro delle Infrastrutture. Si pensi solo alla casa pagata in centro a Firenze, e non dichiarata. Poi da premier Renzi si è concesso una vacanza con la famiglia la scorsa estate in un hotel di lusso che costava 1.600 euro al giorno. Ha pagato invece 5 mila euro per una settimana: la differenza, pari a due rolex come quelli donati al figlio di Lupi, è stata scontata dal proprietario dell’albergo, un imprenditore amico di Renzi che lavorava da anni con il comune di Firenze. Che differenza c’è dal punto di vista etico? Nessuna. Dal punto di vista economico? Renzi ha ricevuto favori e regalìe molto più consistenti. Non è certo il politico che può dare lezione agli altri.

movimento-5-stelleFra le ipocrisie di questo tiro al Lupi c’è anche quella della politica in generale, a cui siamo abituati da sempre. Scoppiata la vicenda, anche il Movimento 5 stelle ha esultato: “io l’avevo detto!”. Che avevi detto? Che il ministro riceveva regali da amici (sola cosa di cui si parla)? No, mai detto. Che Incalza aveva contratti di consulenza con imprenditori che poi partecipavano ai lavori delle grandi opere? No, mai scoperto. Allora cosa avevano detto? Che Incalza era stato indagato tante volte. Vero, ma non poteva essere indifferente il fatto che fosse sempre stato assolto, altrimenti che senso avrebbe la giustizia? Che Incalza era il custode delle grandi opere. Vero. Legittimamente il M5s era contrario, e ce l’aveva con il funzionario che le seguiva e le proteggeva e ovviamente anche con i ministri che lo utilizzavano per coprire la propria ignoranza in materia. Ma questo fa parte della politica, non c’entra nulla con l’inchiesta e con questo presunto maxi sistema di corruzione di cui al momento davvero si vede poco o nulla.

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