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Habemus Papam in Senato: Domenico Scilipoti

5 Lug , 2016  

Lo scorso 23 giugno in Senato nessuno si aspettava che il governo finisse sotto con i voti contrari del gruppo di Denis Verdini e con 9 senatori del gruppo Ncd di Angelino Alfano. Anche perché la discussione sul trattato internazionale terrorismo su cui l’esecutivo sarebbe scivolato era iniziata nel più soporifero dei modi. Con una lezione sulle tre religioni monoteiste impartita a sorpresa all’aula di palazzo Madama da Domenico Scilipoti, il responsabile che nella scorsa legislatura abbandonò Antonio Di Pietro per salvare Silvio Berlusconi.

Scilipoti l’ha presa larga, spiegando come i terroristi siano dei “ fratelli che uccidono altri fratelli in nome di un Dio che niente ha a che vedere con l’unicità e l’unità del Dio degli ebrei, dei cristiani e dei musulmani”. E a quel punto si è lanciato nella sua lunghissima conferenza teologica, infarcita di citazioni dalle sacre scritture. Rivolto all’aula ha cercato di rassicurarla: “Non voglio, non posso e non debbo non stimolare la vostra memoria a fare anamnesi dell’uscita, della fuga, del popolo ebraico dalla violenza degli egiziani…”.

E invece l’ha presa proprio da così lontano. Ammorbando i presenti di excursus di questo tipo: “Abramo, è il fondatore del monoteismo e non lo dobbiamo mai dimenticare. Da Abramo nascerà il popolo ebraico, dal suo discendente Ismaele, figlio di Abramo e della schiava di sua moglie Sara, l’araba Agar, l’Islamismo e da Isacco, frutto della promessa fatta da Elohim ad Abramo e Sara, nascerà il grande Giacobbe e la sua discendenza darà avvio al Cristianesimo. Tre grandi religioni monoteiste; tre grandi fedi, che vanno rispettate; tre grandi popoli, il popolo ebraico, il popolo cristiano e, in ultimo per cronologia storica, il popolo islamico. Tutti e tre figli dell’unico padre terreno: Abramo…”. E via con Adamo ed Eva, l’Unto del Signore, Maometto ancora per minuti e minuti.

gianmarco-centinaio-lega-nordFinché chi presiedeva l’aula- Maurizio Gasparri– l’ha fermato: “deve concludere!”. Scilipoti ha allargato le braccia e sussurrato: “non posso concludere…”. Così il suo trattato di teologia è stato allegato agli atti della seduta. Sembrava finita lì, ma il capogruppo della Lega Nord, Gian Marco Centinaio, non ne poteva più, e ha voluto farlo mettere a verbale: “Capisco che ogni collega può dire quello che ritiene più giusto nella discussione di ogni provvedimento, tuttavia mi sono sentito un po’ a disagio, perché non ho capito se eravamo nel Senato della Repubblica o nel Conclave. Quindi, quando mi dirà «habemus Papam!» potremo uscire da quest’aula…”. Gasparri si è ritratto: tutto, ma nei panni del Papa proprio no: “ Non ho ambizioni di presiedere consessi di quel tipo, non mi ritengo all’altezza”. Eppure la seduta è continuata come i celebri conclavi, e lo sgambetto a chi era dato per favorito…

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