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Che sbadato Schifani! Si è scordato la sua supersegretaria

2 Nov , 2016  

A forza di andare avanti e indietro fra Pdl, Ncd e Forza Italia l’ex presidente del Senato, Renato Schifani, deve essersi dimenticato qualcosa. Di più: qualcuno. Partito in questa legislatura come capogruppo del Pdl, Schifani con grande sofferenza aveva lasciato Silvio Berlusconi quando aveva staccato la spina al governo di Enrico Letta e armi, bagagli e staff si era trasferito dal 18 novembre 2013 nel gruppo del Nuovo centro destra fondato dall’amico siciliano Angelino Alfano

L’11 febbraio 2015 era pure divenuto capogruppo di quella formazione. Finchè non ha sentito ancora il richiamo delle origini. Ed è tornato con Berlusconi il 5 agosto scorso nel gruppo che nel frattempo aveva cambiato nome in Forza Italia-Popolo della libertà (perché quest’ultimo era il nome del simbolo con cui aveva ricevuto i voti nel 2013). Altro trasloco di carte e bagagli per tornare per altro in quella che era la sua prima casa. Ma nei vari passaggi Schifani si è scordato una persona: la sua assistente più fidata.

Giuseppe Vegas

Giuseppe Vegas

Si chiama Letizia Cicinelli, e nel Pdl come nella nuova avventura alfaniana seguiva come un’ombra Schifani. Assistente di grandi capacità e di ottime relazioni, oltre ad essere una bella donna la Cicinelli è conosciuta da tutti in Senato anche perché è compagna di vita dell’attuale presidente della Consob, Giuseppe Vegas, che fu viceministro dell’Economia e delle Finanze e soprattutto senatore di Forza Italia in tre legislature. Quando lasciò Berlusconi per Alfano, fra le prime cose chieste da Schifani ci fu proprio l’assunzione nel nuovo gruppo della sua assistente. Fu concessa, anche se per una professionista di quel calibro il contratto aveva un certo peso sui conti economici del nuovo gruppo parlamentare (ha un costo aziendale di circa 200 mila euro l’anno).

Nel percorso di ritorno a Forza Italia però Schifani non ha posto quella stessa condizione. E la Cicinelli è restata in forza al gruppo di Alfano per mesi. Non si sa per sua adesione ideale, o per l’impossibilità tecnica di avviare l’operazione per seguire Schifani. Lui non si decide, ma a lei deve essere sembrata difficile da gestire la situazione, così ha presentato le dimissioni a partire da inizio novembre. E nessuno pare le abbia respinte…

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