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Caro Insinna, scandalizza che ti spacci per Papa Francesco. Non la nana

27 Mag , 2017  

Se fosse pubblicato un video di Vasco Rossi rubato dietro le quinte dove il cantante sembri infastidito di una fan e la chiama “nana di merda”, chi mai si scandalizzerebbe? Nessuno. Da Vasco ti aspetteresti di tutto. Ma se lo stesso video avesse per protagonista (mi perdoni) Papa Francesco, allora sì che stupirebbe. Il caso di Flavio Insinna che infiamma i social e che fa esplodere una volta di più la contesa fra Striscia la Notizia e la Rai, è tutto qui. Fa scandalo non l’audio rubato in sè, ma il fatto che lui da anni si sia spacciato per Papa Francesco per poi uscirsene con carinerie di quel tipo…Qualche anno fa mi capitò di essere ospite di Massimo Giannini nella sua sfortunata conduzione di Ballarò. Stavamo discutendo degli argomenti classici della settimana, quando all’improvviso venimmo tutti zittiti. Perché un capostruttura della Rai aveva portato da Giannini proprio Insinna, che cominciò a recitare in iun angolo dello studio. Cominciò a lodarsi ed imbrodarsi raccontando di avere regalato la sua barca personale a una ong che recuperava i migranti in mare. E continuò come un fiume in piena a riempire lo studio di frasi che sembravano tratte dai fogliettini che incartano i baci Perugina. Un diluvio di banalità, che però piacevano tanto al conduttore. E più lui si accorgeva di cogliere nel segno, con il capostruttura che nuotava in un brodo di giuggiole, più lui affinava le banalità per renderle gradite a quell’uditorio. Tutte cosine giuste, à la pàge, pronte per essere apprezzate dai potenti di turno. Si vedeva lontano un miglio che non una di quelle cose era sincera, e che Insinna stava recitando per altro senza esserne capacissimo.

Ho risentito la stessa sdolcinata filastrocca del politically correct dalla bocca di Insinna qualche giorno prima che scoppiasse lo scandalo dei fuori onda rivelati da Striscia la Notizia. Eravamo sulla stessa rete in cui lavorava Giannini, ma questa volta a Cartabianca di Bianca Berlinguer. Chissà, forse il promoter era lo stesso capostruttura di allora. Certo anche questa volta Insinna ha snocciolato il suo rosario da bravo ragazzo che ripete le parole di Papa Francesco, che non dispiace ai Matteo Renzi, che è stato a un pelo dall’entrare in seminario se parla a un’assemblea di religiosi, che racconta la sua anima omosessuale a un incontro dell’Arcigay, che è cacciatore con i cacciatori, animalista con gli animalisti, un tenero soldatino di Allah se gli capita di entrare in una moschea. Uno come Insinna è l’esatto specchio del volto peggiore che abbiamo conosciuto dalla politica in questi anni: irreale, fantasiosa, adulatrice del potere, sempre in linea con il vento che tira…

Allora avranno pure tirato un colpo basso Antonio Ricci e la sua squadra rubacchiando quell’audio in cui Insinna dava della “nana di merda” a una concorrente che lui non riteneva capace e di cui derideva la statura fisica, facendo l’esatto opposto di quel predica ogni giorno nella sua vita di finzione. Ma un po’ di realtà e verità non guasta intorno a un personaggio pubblico che come abbiamo visto abusava non poco della pubblica fede. E’ stata una violazione della privacy come molti mie colleghi scandalizzati dicono? Insomma, io sono convinto che personaggi che cercano ruoli pubblici (non solo conducendo, ma facendo i frati predicatori in giro per trasmissioni e avvenimenti pubblici), a quella privacy abbiano assai meno diritto che altri. Non è colpa nostra se il conduttore amava recitare la parte di Papa Francesco pur essendo un Vasco Rossi. E’ quella fregatura alla pubblica fede che dà scandalo, non la nana. E quello scandalo è più che comprensibile…

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