Pensiero

Soro, il politico che protegge la privacy dei suoi amici. Che non devono avere privacy

9 Apr , 2015  

Antonello Soro, Garante della privacy, è intervenuto a piedi uniti nel dibattito sulle intercettazioni proprio mentre queste facevano infuriare il Pd vignaiuolo Massimo D’Alema. Naturalmente il Garante poi ha precisato che il suo richiamo vale per tutti, e non solo per i politici intercettati. Non semplicissimo credergli per un fatto evidente: Soro è un medico specializzato in dermatologia, e con quella qualifica non sarebbe mai divenuto garante. Deve avere pesato avere fatto il politico per ben 33 anni. Soro infatti è stato due anni sindaco Dc di Nuoro, dieci anni consigliere regionale Dc della Sardegna. Fino al 1994, quando è approdato in parlamento come deputato del Ppi, poi della Margherita e infine del Pd e alla Camera è restato fino al 2012, quando ha dovuto per forza dimettersi per incompatibilità visto che i suoi l’avevano nominato Garante della privacy.SCAJOLA.rizzo.facebookIn un’intervista in questi giorni l’onorevole Garante della privacy ha spiegato (scandalizzandosi per un audio di Claudio Scajola trasmesso in tv): “So bene che chi ha responsabilità pubbliche ha una tutela attenuata rispetto ai cittadini normali, tuttavia ha diritto a una vita privata che non sia esposta alla curiosità di tutti. Magistrati e giornalisti dovrebbero fare un esercizio critico. La trascrizione integrale di un’intercettazione produce effetti deformati che alterano la rappresentazione dei fatti. Se riguardano aspetti penalmente irrilevanti producono solo un danno irreparabile alla vita delle persone. È successo per uomini politici e gente comune”. Possiamo discutere all’infinito sugli effetti delle intercettazioni e della loro pubblicazione. Ma Soro, forse per spirito di corpo, sbaglia su un punto: i politici non hanno una tutela attenuata della privacy. Proprio non ne hanno diritto alcuno.

elisa-isoardi-matteo-salviniCerto, se stai a sentire loro, puoi parlare solo della attività politica che fanno, e magari è ancora più gradito se ne parli come farebbe il loro portavoce. Anche un politico giovane come Matteo Salvini ha rifiutato domande di Lilli Gruber sul suo rapporto con Elisa Isoardi: “Sono fatti miei, non c’entrano con la politica”. E’ libero di farlo, naturalmente: a una domanda si può o meno rispondere, a prescindere dal tema. Non è suo diritto invece pretendere il silenzio su quelli che chiama “fatti privati”.

moretti-gilettiNon può pretenderlo Salvini, e non può evitarlo nemmeno Alessandra Moretti, bersagliata dai paparazzi da quando ha un flirt con Massimo Giletti. I politici non hanno una privacy attenuata, come dice Soro. Se sono eletti non debbono averne per un motivo molto chiaro: sono loro a fare le leggi, nazionali, europee o locali. E con le leggi stabiliscono quel che è consentito fare o non fare ai cittadini italiani. Perfino sotto o sopra le lenzuola. Ci sono leggi sui comportamenti sessuali, leggi sul rapporto fra cittadini e il loro denaro, paletti e confini nella vita di tutti. Dovrebbe essere evidente anche a Soro- se dimentica lo spirito di casta- che chi quelle leggi, quei limiti alla vita personale dei cittadini contribuisce ad approvare (ed è capitato a tutti, chi oggi è opposizione un tempo era maggioranza) non può alzare il velo della privacy sui comportamenti privati. Deve dimostrare più di ogni altro di rispettarle visto che ne impone il rispetto ai cittadini.

olgettine-silvio-berlusconiNon poteva invocare la privacy Silvio Berlusconi all’epoca delle Olgettine, perchè da presidente del Consiglio aveva firmato leggi addirittura su quei temi, come quella sulla prostituzione minorile. Ci mancherebbe sia vietato informare su un uomo politico che si accompagna a ragazze di una età o di un’altra, visto che vieta ai semplici cittadini di farlo. Può essere sentire comune che ci siano limiti anche rigorosi nella vita sessuale dei cittadini. Ma chi ha contribuito a fare quelle leggi non può invocare la privacy nemmeno sui propri comportamenti sessuali. Si può discutere se si debba fare o meno una inchiesta giudiziaria su questi temi, ma è fuori di dubbio che non si può impedire ai mezzi di informazione di parlare anche di quello, invocando una privacy che non ha diritto di esistere per un uomo politico.

 

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