Paralleli

Vinca Le Pen o Macron, ai francesi costerà la metà di Mattarella

26 Apr , 2017  

Il prossimo presidente della Repubblica francese- che sia Emanuel Macron o Marine Le Pen– avrà da Costituzione poteri enormemente più grandi di quelli detenuti dal presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella. Ma costerà alle finanze pubbliche meno della metà, a conferma di come in Italia dopo anni di polemiche i costi della politica continuino a restare i più elevati del mondo (il raffronto con la Francia è negativo anche per Camera e Senato).

Se a Roma il presidente della Repubblica è sostanzialmente un garante della Costituzione e non ha responsabilità politica, in Francia è il vero capo politico della nazione, eletto direttamente dal popolo, ed è detentore del potere esecutivo. Non solo: vanta perfino un ruolo religioso, che solo formalmente esercita. Come ogni suo predecessore e come accadrà al suo successore anche il presidente uscente, Francois Hollande, ha goduto di una carica ecclesiale onorifica (protocanonico ad honorem della arcibasilica papale di San Giovanni in Laterano), e di un potere da piccolo Papa nella chiesa cattolica: in base al concordato del 1801 con la Santa Sede, al presidente della Repubblica francese spetta la nomina dell’arcivescovo di Strasburgo e del vescovo di Metz, e tocca a lui per altro mantenerli con uno stipendio statale da alto dirigente.

La residenza ufficiale è quella dell’Eliseo, a Parigi come in Italia è quella del Quirinale, a Roma. Il presidente francese ha però anche altre cinque sedi secondarie (solo una di queste è una semplice abitazione privata) che vengono mantenute con i fondi che affluiscono nel bilancio dell’Eliseo. Eppure ai cittadini italiani il Quirinale costerà nel 2017 224 milioni e 475 mila euro, l’Eliseo meno della metà: 100 milioni di euro tondi. E anche se si escludessero dalle spese della presidenza della Repubblica italiana i pagamenti delle pensioni, il costo sarebbe superiore del 50% a quello francese.

La dotazione in Italia è ferma da anni a 224 milioni di euro, a cui si aggiungono 475 mila euro versati dal ministero dell’Ambiente come contributo per il mantenimento della tenuta di Castelporziano. Questa somma secondo il bilancio triennale reso pubblico ad aprile da Mattarella resterà immutata anche nel biennio prossimo, sia nel 2018 che nel 2019, dove non è prevista alcuna riduzione del contributo. La dotazione francese è invece in continua discesa: oggi è arrivata a 100 milioni di euro (il 44,45% del costo del Quirinale), ma con Nicholas Sarkozy era sopra i 115 milioni di euro, e i tagli al bilancio sono stati assai più significativi di quel che è avvenuto in Italia dove al massimo si è ridotto qualche spicciolo di spesa.

In entrambi i bilanci delle due presidenze la principale spesa è quella per il personale. Nel consuntivo del 2016 l’Eliseo indicava in 67,5 milioni di euro i costi e il Quirinale invece 111,7 milioni di euro: 44,2 in più del costo dell’organico francese. Una differenza clamorosa visti i compiti istituzionali delle due presidenze. Che è evidente anche in un altro raffronto: la spese per l’acquisto di beni e servizi, che all’Eliseo è ammontata ad appena 4,9 milioni di euro e al Quirinale è stata più del doppio: 12,6 milioni di euro (la differenza è di 7,7 milioni di euro).

Mentre il prossimo presidente francese si vedrà ulteriormente ridurre le somme a disposizione, nel 2017 al Quirinale è ripreso invece un sia pure lieve trend di aumento della spesa generale: al di là della dotazione immutata, quella effettiva totale aumenta dello 0,86% e in assoluto di oltre 2 milioni di euro. Quella per il personale cresce dello 0,70% “rispetto alla previsione iniziale del bilancio 2016 dovuto, in larga parte, agli effetti derivanti dalle procedure selettive di assunzione di personale”.

Più efficiente anche se ridotta in entrambi i casi la capacità francese di trovare entrate autonome per il bilancio con la vendita di beni e servizi (biglietteria per chi visita i palazzi presidenziali aperti al pubblico oltre ai prodotti venduti dalle tenute agricole). L’Eliseo ha incassato 4,55 milioni di euro, il Quirinale meno di un terzo: 1,16 milioni di euro. Questa voce nella presidenza della Repubblica italiana si riduce nel triennio: 817 mila euro nel 2017, 657 mila euro nel 2018 e 568 mila euro nel 2019.

Fra le due presidenze c’è anche un’altra differenza assai più sostanziale: la trasparenza sui propri conti che in Francia è obbligatoria e densa di dettagli, in Italia solo volontaria e assolutamente striminzita. Il Bilancio dell’Eliseo (come quelli di Senato e Assemblea Nazionale) vengono in Francia esaminati dalla Corte dei Conti, che pubblica anche i suoi rilievi. In Italia nessuno ha il diritto di ficcare il naso là dentro. Così a Parigi è diventata pubblica la notizia dell’assunzione fatta da Hollande di un parrucchiere con un contratto da 8 mila euro netti al mese che scadrà il 15 maggio prossimo. Quello stipendio è esattamente due terzi di quello del presidente della Repubblica francese, che riceve una indennità lorda annuale di 180 mila euro, inferiore ai 239 mila euro percepiti da Mattarella.

Facebook Comments

, , , , , , , , ,


Comments are closed.