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Gentiloni maniaco delle pulizie, ne fa il doppio di Renzi

5 Lug , 2017  

Non è mica come il suo predecessore, che tirava un po’ via e se anche la scrivania aveva una montagna di scartoffie, pazienza. No, Paolo Gentiloni è un premier precisino precisino, assai diverso da Matteo Renzi. Odia il disordine, e se per caso deve ricevere qualcuno di importante in ufficio non tollera nemmeno un’ombra di polvere, o un povero acaro in giro. Così anche se tutti i giorni vengono effettuate nel suo ufficio come in quello di tutti i collaboratori a palazzo Chigi regolari pulizie in convenzione Consip- naturalmente affidate alla ditta di fiducia (la Romeo Gestioni di Alfredo Romeo) Gentiloni è un fan della pulizia extra.

Ne sa qualcosa il capo del dipartimento per i servizi strumentali di Palazzo Chigi, consigliere Renato Catalano, che deve continuamente mandare fax ed e-mail alla Romeo Gestioni chiedendo anche all’ultimo un intervento di pulizia straordinaria per calmare il premier più lindo che sia apparso in questi anni. E ne sa qualcosa anche il cassiere della presidenza del Consiglio dei ministri, perché ovviamente ogni strofinatura extra costa un pizzico di più, essendo fuori dalla convenzione base scontata.

Perché nei suoi primi sei mesi da presidente del Consiglio Gentiloni ha chiesto ben 32 interventi di pulizia straordinaria: 5,33 al mese. E ha speso per la riassettata extra 9.093,01 euro in tutto, pari a 1.515 euro al mese. Decisamente di più del suo predecessore, visto che nei suoi ultimi sei mesi da inquilino di palazzo Chigi Renzi- cui non mancavano certo gli incontri con personaggi nazionali e internazionali famosi- ha chiesto 19 interventi straordinari di pulizia (3,16 euro al mese), spendendo in tutto 5.361,68 euro (893 euro al mese, circa la metà del successore).

Oltre ad avere l’incubo per la polvere e gli acari, Gentiloni con questa mania della pulizia extra ha dato un piccolo generoso salvagente alla Romeo Gestioni, che proprio in questo periodo non stava certo vivendo il suo momento migliore, con il titolare Alfredo Romeo in carcere per la famosa inchiesta di Napoli successivamente trasferita nella capitale. Prendiamo una delle ultime fatture saldate alla Romeo dalla presidenza del Consiglio: quella per un intervento di pulizia straordinaria da effettuare il giorno 30 maggio scorso. E’ una delle fatture di importo più modesto: 92,03 euro più Iva. Ma se poi si guardano i dettagli, il prezzo non è proprio bassissimo, perché per dare una rassettata extra alla scrivania del premier era stato chiamata una sola persona per quattro ore: dalle 13 alle 17 di quel martedì- giorno feriale.

Dalla fattura si scopre che il costo dell’uomo/donna delle pulizie era di base di 18,07 euro l’ora esclusa l’Iva. Ma trattandosi di richiesta extra, è stato aumentato del 25%, diventando così di 22,5875 euro l’ora. La manodopera è stata pagata quindi per quelle 4 ore 90,35 euro. Un prezzo che se per caso viene a conoscenza del sindacato delle colf, è in grado di provocare dimissioni di massa e di creare file infinite davanti a palazzo Chigi in attesa che Gentiloni faccia un po’ di confusione sulla sua scrivania.

Visti gli ottimi rapporti è stata invece la Romeo gestioni a fare un po’ di sconto al premier: pagato l’uomo/donna delle pulizie, il taglio è avvenuto sulla tariffa che avrebbe dovuto rappresentare l’utile di impresa della azienda. In contratto erano 4,79 euro l’ora, ma la Romeo si è accontentata di 0,34 euro, facendosene pagare per quelle 4 ore appena 1,68 euro. I prezzi sono sempre quelli, a variare è la sporcizia straordinaria da togliere. Così ad esempio il 7 giugno c’era bisogno di più olio di gomito, e Gentiloni ha voluto due persone a fare le pulizie extra: una dalle 12,30 alle 20 e una dalle 13 alle 21,45. Fattura: 373,86 euro più Iva.

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