mavalà

Gara Gentiloni per il libro in dono al g7. Chi la vince? Beppe Sala

28 Mag , 2017  

Ai grandi del mondo e alle loro delegazioni che sono arrivati a Taormina per il G7, Paolo Gentiloni ha voluto fare un bel regalo. Ognuno si è trovato in stanza una cartellina con piccoli oggetti da tenere come ricordo e un volume non proprio benaugurante (in copertina un quadro con una donna che ha in mano un paio di robuste forbicione) dal titolo “Il Capitale umano- Viaggio nell’Italia del G7” edito da Skira per il comitato organizzatore di palazzo Chigi.

Mentre tutti aprivano il pacco regalo trovato in stanza, solo ieri mattina dopo tanti mesi la presidenza del Consiglio dei ministri pubblicava in sintesi nella propria pagina Internet sui bandi di gara e contratti tutte le forniture legate alla organizzazione del G7 di Taormina. E fra queste una è alle origini di quel dono fatto trovare a Donald Trump e agli altri capi di Stato. Il contratto però è stato firmato molti mesi prima, il 7 dicembre scorso quando a palazzo Chigi c’era ancora Matteo Renzi.

Valeva 37 mila euro più Iva e aveva ad oggetto l’affidamento “del servizio per l’ideazione e creazione di un progetto editoriale finalizzato alla produzione di un volume destinato a personalità istituzionali e delegati come omaggio, in occasione dei vari eventi della Presidenza italiana del G7”. Attenzione, non è la commessa per la realizzazione e la stampa di quel volume che tutti a Taormina si sono trovati sul comodino. Quei 37 mila euro erano relativi alla sola ideazione del progetto editoriale, come spiegava il decreto del 26 novembre scorso che chiedeva di partire con una sorta di procedura competitiva in pochi giorni, visto che non “sussistevano al riguardo convenzioni attive con Consip né uno o più fornitori iscritti al mercato elettronico della pubblica amministrazione in grado di assicurare detto servizio”.

L’unica raccomandazione era quello di assegnare la commessa al migliore offerente: a quello che avrebbe fatto il prezzo più basso rispetto ai 39 mila euro più Iva ipotizzati inizialmente dalla presidenza del Consiglio dei ministri. Vengono sentite tre possibili aziende: la Coop Multiservizi, la Contexto srl e quella che con uno sconto di 2 mila euro otterrà la commessa. E’ la Finalter spa di Milano, azienda di consulenza specializzata anche nella creazione di grandi eventi. Non è una azienda qualsiasi, e aveva già occupato nel 2016 le cronache della stampa. Perchè è stata creata a fine 2015 dai manager uscenti di Expo. Il 20% del capitale è in mano a Beppe Sala, l’attuale sindaco di Milano.

L’amministratore delegato della Finalter è Pietro Galli, che in Expo 2015 era il numero due di Sala. Quando la notizia venne fuori durante la campagna elettorale per eleggere il sindaco di Milano, Sala decise di troncare qualsiasi polemica sul conflitto di interessi costituendo una volta eletto un trust per detenere quella quota del 20% nella società. E a gestire il piccolo trust mandò il commercialista genovese di fiducia, Giorgio Carmelo Mezzadri, che era originariamente nel collegio sindacale della società. Con il trust Sala non incide sulle decisioni della Finalter, ma ovviamente beneficia dei risultati economici. Quella commessa di palazzo Chigi inciderà per 37 mila euro su quelli.

Il libro distribuito insieme a matitine, notes e gadget vari preparati da altre aziende, è una sorta di rassegna “poetica” e fotografica delle principlai città italiane meta di turismo culturale. E’ scritto in modo non semplicissimo da capire per i lettori stranieri. Di Roma spiega che “è la città dove l’uomo occidentale, educato dalla filosofia e dalla religione della Grecia antica nel corso di sicurezza secolari vicende diventa compiutamente adulto”. Su Milano esordisce così: “il filosofo africano Agostino, il pittore fiorentino Leonardo, il regista triestino Giorgio Strehler, l’architetto udinese gare aulenti, il calciatore alessandrino Gianni Rivera, l’editrice tedesca Inge Feltrinelli, lo scrittore bellunese Dino Buzzati, il direttore d’orchestra parmigiano Arturo Toscanini, il giornalista bolognese Enzo Biagi, il soprano greco Maria Callas il cantautore reatino Lucio Battisti hanno tutti una città in comune: Milano”.

Per Lucca sfodera la musica: “ Ma è vero che Angelica canticchia fra sé e sé Tintarella di luna, inno degli anni 60 gettonato nel juke-box del boom economico, mentre si industria sfuggire ai cavallereschi agguati del paladino Orlando, reso furioso da così spasimante passione? La risposta si trova passeggiando per Lucca, la città delle porte”.Ma anche l’idea per raccontare Cagliari ai big dei grandi paesi del mondo non è da meno: “E’ il sinistro di rombo di tuono Gigi Riva. È il sinistro del pibe de oro Diego Armando Maradona. Il primo, da attaccante del Cagliari campione d’Italia nel 1970, ha fatto la storia del calcio italiano. Il secondo, da uomo squadra ovunque abbia giocato negli anni 80 e 90, ha fatto la sua parte nella storia dell’Argentina. Calciatori fra loro diversissimi eppure accomunati dalla particolarità di usare un piede solo, quello mancino. Come se una la leggendaria unisse i loro destini, stendendosi dal santuario di Nostra Signora di Bonaria, eretto a Cagliari nel 14º secolo dagli occupanti catalani, alla metropoli argentina di Buenos Aires, che nel 1580 gli spagnoli così nominarono in onore di un luogo di culto a loro così caro…”. Ci volevano grandissime menti per non fare capire nulla dell’Italia ad americani, britannici, canadesi, francesi, tedeschi e giapponesi che per fortuna conoscono il nostro paese assai meglio di quel che è raccontato lì…

Facebook Comments

, , , , , , , , , , , , , , , , ,


Comments are closed.