La polemica

Abbiamo scoperto a Palermo che insultano i giornalisti?

26 Set , 2016  

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Toh, i giornalisti hanno scoperto a Palermo durante la due giorni del M5s che ogni tanto nei loro confronti vola qualche insulto. Dovevano essere tutti giovanissimi i colleghi lì, alla prima esperienza. Oppure sono sfigato io, perché in 30 anni di professione ne ho rucevuti di ogni e da ogni. Sono stato insultato, dileggiato, minacciato, querelato, sputtanato ogni volta che ho scritto qualcosa che non risultava gradito. Hanno pure richiesto il mio licenziamento minacciando di revocare la raccolta pubblicitaria al giornale per cui scrivevo, che è assai più pesante di un vaffa rimediato per strada.bechisdellavedova“Porco”, “Fascista”, “berlusconiano di merda”, “clone di Emilio Fede”, “merda”, “muori”, “vergognati”, sono le piccole carinerie che mi sono piovute addosso dai frequentatori del blog di Beppe Grillo quando ho pubblicato articoli non graditi e in particolare uno su Giovanni Favia, allora consigliere regionale grillino dell’Emilia Romagna. L’articolo diceva la verità sull’utilizzo dei soldi pubblici in quel consiglio, venne preso male, Favia reagì e guidò la tempesta di insulti contro di me. Un anno dopo fu espulso dal M5s anche per le cose che avevo scritto. Pace. Mica capita solo con i grillini, perché mi è capitato anche con il Pd, con la Lega, con Forza Italia, con Sel e con chiunque se scrivevo qualcosa che dava fastidio.

renziquerelaNon mi sono mai lamentato di questo: so di scrivere spesso in modo un pizzico aggressivo, e non mi scandalizza una risposta anche forte. I politici di solito ti minacciano una querela, come fece con me Matteo Renzi quando ancora era sindaco di Firenze: avevo pubblicato le fatture pagate da Luigi Lusi per le sue primarie, e le cifre erano assai superiori al tetto che era consentito. Per la cronaca, la querela non l’ha mai presentata, e nemmeno la causa civile che minacciava.

bondirepettibecStessa cosa mi è capitata con politici di ogni schieramento, che così sperano che tu la smetta di scrivere di loro. E non è servito: ovunque sia stato, ne ho scritto. Raccontando quello che scoprivo, e talvolta non erano cose di cui loro potevano vantarsi. Ma scoprendo una buona cosa, l’ho sempre scritta uguale. Perché una cosa importante per chi fa il nostro mestiere, è avere la libertà di giudizio, che significa anche non avere pregiudizi.

dscn1711-copiaNon ero presente alla baruffa che sarebbe scoppiata a Palermo con i giornalisti quando è arrivata Virginia Raggi, e quindi non posso giudicare. A me è capitato qualcosa di simile a quel che ho letto in manifestazioni assai diverse fra loro: Feste dell’Unità, manifestazioni di centrodestra, perfino ad incontri più neutri e trasversali. I militanti hanno una loro ruvidezza, e non ammettono ombre sui propri beniamini. E’ sempre stato così, e i giornalisti non sono mai andati per la maggiore in queste occasioni. E anche fra noi che facciamo questo mestiere volano spesso per passione e talvolta per militanza parole grosse. Pace.

dscn1722-copiaA Palermo c’era gente che mi fermava per stringermi la mano spiegando: “Lo so che lei non è grillino, ma ha mostrato di non avere pregiudizi su di noi, e la ringraziamo”. Stupiti di una cosa normale, che dovrebbe essere la regola. Altri invece non la pensavano così, e mi apostrofavano: “ah, il berlusconiano, che ci fa qui?”, e complimenti vari (si fa per dire) sul giornale per cui scrivo. Anche loro però avevano voglia di discutere, e dopo quattro chiacchiere erano assai meno ostili e prevenuti. Seminiamo pregiudizi, e questi tornano indietro: ogni tanto dobbiamo farci i conti .

verdinivsbechisNon credo che un giornalista debba attendersi applausi nè dal potente di turno, nè dai militanti di questo o quel gruppo. Sono più normali i fischi: significa che noi accarezzato la pancia di nessuno e probabilmente hai fatto il tuo mestiere come si doveva. Più che arrabbiarmi, non mi dispiace. E qualche volta posso avere commesso un errore senza tornare sui miei passi quando me ne sono accorto: i fischi sono meritati, e magari ti fanno pensare e ti aiutano ad affrontare in altro modo gli errori che capitano, eccome se capitano!

dsc_0033-copiaLa libertà di stampa non si difende con gli “oh” scandalizzati per qualche insulto popolare. Per altro le tifoserie sui social si scatenano tutte, e quelle del Pd o della destra non sono da meno di quelle griline. Ben altro mette a rischio la possibilità di raccontare e dire la verità senza pregiudizi, e lo sappiamo bene noi giornalisti. Cerchiamo di non essere i primi per partigianeria e antipatie personali a contribuire a picconare quel poco che resta del nostro mestiere…

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