La fregatura

Dalle magliette al fotovoltaico, quante fregature alla Pinotti!

27 Giu , 2016  

Come ministro della Difesa ci saprà anche fare, ma come manager Roberta Pinotti non sembra dare il meglio di sé. Il suo braccio nel mondo degli affari si chiama Difesa Servizi, ed è una società in house del ministero che partiva da una idea non sciocca: mettere a reddito quel che normalmente veniva concesso gratuitamente, perché altro non si poteva fare non essendo il ministero né le sue divisioni dotati di partita Iva. Con la società finalmente si possono affittare terreni e immobili delle Forze armate, con gli utilizzi più vari. E soprattutto si possono concedere a pagamento i vari marchi di casa per il merchandising e l’abbigliamento.

Sono diventati infatti di moda linee di abbigliamento come quelle “Aeronautica militare” e “Marina militare”, e anche il merchandising delle Frecce Tricolori fa buoni volumi di vendita. Solo che spesso quei marchi erano ottenuti in licenza per poco più di una donazione, o non erano licenziati del tutto finendo preda del mercato nero e illegale. Ottima idea metterli a reddito. Come mica male era l’idea di dare in concessione i tette e i cortili di alcune caserme a imprese specializzate nel settore del fotovoltaico per produrre lì energia solare e magari fornirla alle stesse strutture militari che così sarebbero diventate autosufficienti.

crosettoViva le idee, però a ognuno il suo merito: non sono nate sotto questo governo, ma i tre governi precedenti (a spingere su Difesa servizi e su questo business plan furono addirittura Ignazio La Russa e il suo vice alla Difesa, Guido Crosetto). Alla Pinotti è toccato semplicemente la gestione del business. Ed è andata proprio male, perché Difesa servizi o ha avuto una sfortuna incredibile, o è stata presa da assalto da imprese che poi le hanno tirato un bel bidone. A curare la vendita delle licenze per l’abbigliamento prima dell’Aeronautica e poi della Marina militare è stata la Plg srl (Professional Licensing Group) di Milano. Che dopo avere litigato con le aziende che poi producevano le linee, ha pensato bene di non pagare il dovuto alla Difesa. Così è stato svalutato un credito di oltre 3 milioni di euro- pari a un terzo del business annuo complessivo- che dopo mille pressing e azioni legali non sembrava più incassabile. E’ stato il primo buco.

fotovoltaicocaserma Perché uno dopo l’altro sono arrivati quelli causati da pressoché tutte le aziende private che erano state chiamate a realizzare il piano sul fotovoltaico. Le hanno dovute inseguire con i propri consulenti legali una ad una, perché nella migliore delle ipotesi avevano incassato un anticipo e poi non avevano realizzato un bel nulla. Così la Pinotti è stata costretta quando andava bene a chiudere contratti con begli sconti ai trasgressori per incassare almeno qualcosina. L’unico cliente sicuro di tutto il business resta la Rai, che paga 670 mila euro l’anno per un servizio che ormai viene erogato gratuitamente sul web e sui telefonini: le previsioni del tempo. Per anni l’aeronautica militare le faceva gratuitamente alla tv di Stato. Ora si fa pagare circa 1.800 euro al giorno. E la Pinotti incassa felice…

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