Je suis Juif

Fresu mi dà del terrorista islamico: lo querelo o gli do un pugno come vuole il Papa?

16 Gen , 2015  

Spread the love

L’altro giorno ho postato sui vari social network un video documento preso dal sito Internet della presidenza del Consiglio dei ministri, che rivelava di avere stanziato 50 mila euro (40 mila più Iva) per celebrare a Folgaria il 27 luglio scorso il centenario della Prima guerra mondiale con un concerto del noto musicista Paolo Fresu, che avrebbe dovuto suonare Il Silenzio in contemporanea ad altri artisti che lo avrebbero fatto in altri paesi (a spese di quei paesi, naturalmente). Le immagini di quella esibizione le ho prese da un video su youtube, notando come quel brano durasse poco più di 2 minuti, e quindi lo stanziamento del governo di Matteo Renzi valesse 20 mila euro al minuto. Fresu si è sentito offeso. Mi ha scritto il suo avvocato, rivendicando il copyright sulle immagini di quella esibizione, e intimandomi di cancellare il mio video che le utilizzava. L’ho fatto, pur avendo utilizzato anche immagini di video diversi, girati da spettatori occasionali del concerto.

Fresu ha anche scritto un lungo post pieno di insulti su Facebook. Eccolo:

“Leggo da Ankara con tristezza e costernazione ciò che ha scritto e postato il vice-direttore di Libero Franco Bechis riguardo al mio concerto del 27 luglio scorso sull’altipiano di Folgaria in occasione dell’anniversario della Grande Guerra e sulla presunta affiliazione politica (?) con Matteo Renzi. Vedo inoltre un tristissimo video con il countdown della esecuzione del mio “Silenzio” dal quale si evincerebbe che ho guadagnato un tot al minuto. Posto che, in quanto artista, ho la libertà di guadagnare ciò che mi pare purché paghi le tasse, è ovvio che le sue affermazioni non corrispondano al vero ma siano terribilmente false e soprattutto tendenziose. Sarà direttamente la segreteria della Presidenza del Consiglio a rispondere sulla cifra e sul come è stata destinata.
paolo-fresu1Da parte mia posso dire che si trattava di un concerto originale di 90 minuti, commissionato per l’importante occasione, con musiche tratte dal repertorio della Grande Guerra al quale ho lavorato sei mesi e che ha coinvolto, in una operazione complessa e unica nel suo genere, decine di persone e decine di Paesi in tutto il mondo con altrettanti musicisti che hanno eseguito la loro versione del
“Silenzio” e grazie alle quali interpretazioni è stato concepito un lungo video trasmesso da Rai Storia che rimarrà negli archivi del nostro Paese assieme agli altri innumerevoli contributi di quell’importante commemorazione. Ma il problema non è questo. E’ la cattiveria di un giornalista che si scaglia contro un artista noto (credo ci siano gli estremi per una querela…) che il 9 gennaio, da Parigi, ha dichiarato alla Nuova Sardegna di avere provato vergogna per la prima pagina di Libero che titolava con disarmante follia e irresponsabilità “Strage in un giornale a Parigi: Questo è l’Islam”. Quel giorno, dalla Francia, mi sono vergognato di essere italiano mentre migliaia e migliaia di persone sfilavano sotto le mie finestre a due passi da Place de la République per gridare a favore della libertà di espressione e contro la violenza e il terrore. Anche noi siamo scesi in piazza domenica con i nostri cartelli insieme ai Capi di Stato e a due milioni di uomini, donne e bambini.  Cartelli in italiano e in sardo – i nostri – come quelli di tutti i Paesi del mondo, di tutte le etnie e di tutte le fedi religiose compresa quella dei musulmani. La mia risposta, come recita il cartello che ha concepito mio figlio di sette anni, è “Io sono Charlie e sarò sempre Charlie”.
paolo-fresuNon ci sarà nessuno che potrà chiudermi la bocca sui principi che appartengono a tutti noi e che sono quelli della libertà, del rispetto, della religione e dell’ambiente. In quanto cittadino responsabile e in quanto artista, ho il diritto e il dovere di esprimere la mia opinione ma nessuno invece ha il diritto di attaccare il prossimo con armi vere o subdole.  Questa è violenza quasi assoggettabile a quella dei fatti parigini, e un pessimo esempio di civiltà e di democrazia. Pertanto una riflessione (a) e due risposte (1 e 2):
a. Libero si, ma di pensare e di vivere senza le armi e con la speranza di un futuro migliore che non sia atteso o sperato, ma conquistato giorno per giorno.
1. Ma…Bechis!!?!?!?!?!
2. JE SUIS CHARLIE ET JE SERAI TOUJOURS CHARLIE!
Paolo Fresu

Determina Fresu1 Determina Fresu2Rispondo con poche parole. Naturalmente è un diritto di Fresu arrabbiarsi e replicare, e la sua replica ho qui inserito integrale. La notizia però non riguardava lui: il musicista può chiedere un milione di euro per eseguire un brano, e se riesce a trovare chi glieli dà, tanto di cappello. La notizia era sulla somma stanziata dalla presidenza del Consiglio dei ministri con i soldi dei contribuenti italiani. Ho pubblicato una delibera che rimetto qui a nella versione integrale, e come chiunque può leggere, si riferisce non a un concerto, ma all’esecuzione del brano Il Silenzio. Mai sognato invece di sottolineare presunte vicinanze politiche fra il musicista Fresu e il premier Renzi: questo sì è falso e totalmente inventato da lui. Di cosa pensi politicamente Fresu onestamente assai poco mi importa. Se poi Rai Storia avrà voluto girare 90 minuti di concerto in quella occasione, spero l’abbia fatto con fondi propri, con il canone che tutti noi paghiamo (e con la copiosa publicità che sicuramente la presenza di Fresu avrebbe attirato), non a spese del governo che comunque in delibera non cita affatto la Rai e il concerto. Mi spiace per il musicista sardo, ma non ho letto sulla Nuova Sardegna i suoi autorevolissimi commenti sui fatti di Parigi. E quindi mai saltato in mente di vendicarmi del suo giudizio tagliente dato sul quotidiano Libero e i suoi titoli di prima pagina. Fresu è naturalmente libero di giudicare come vuole: non tutti i gusti sono alla menta, no?. Quel che non gli consento invece è la frase “Questa è violenza quasi assoggettabile a quella dei fatti parigini, e un pessimo esempio di civiltà e democrazia”, con cui paragona un mio articolo all’olocausto compiuto dai terroristi islamici a Parigi. Fresu è libero anche di urlare “Je suis Charlie”, e poi trattare la stampa in questo modo se pubblica una notizia che gli dà fastidio. Non è libero di paragonarmi ai terroristi islamici: credo che in tribunale potrà spiegare molto meglio questa sua affermazione. Papa Francesco e il pugno

Io non sarò Charlie. Ma Je suis Juif, sono ebreo. E il mio posto a Parigi sarebbe stato più facilmente quello di un cliente trucidato nel supermarket kosher con la colpa della stirpe di Davide a cui appartengo. Non accetto quel che ha detto Fresu. Scelga lui: preferisce una querela o – per seguire il fresco consiglio di papa Francesco- un bel pugno?

Ps. Due giorni dopo è arrivata dalla struttura di missione della presidenza del Consiglio dei ministri la seguente lettera:

“Si precisa che l’evento finanziato dal governo per ricordare l’ultimo giorno di pace prima dello scoppio della Grande guerra è stato un concerto di 90 minuti dal titolo ‘Silenzio, si muore’. L’esibizione, che si è svolta il 27 luglio 2014 sull’Altopiano di Folgaria, è stata aperta con il “Silenzio” suonato dal trombettista Paolo Fresu, il quale ha poi proseguito con altri brani degli anni del primo conflitto mondiale, riarrangiati, selezionati ed eseguiti insieme con il musicista Daniele Di Bonaventura”.
“Il totale dell’importo liquidato (36.600 euro, iva inclusa) comprende anche la direzione artistica dell’intero progetto internazionale “Il Silenzio” che ha visto coinvolti, su proposta dell’Italia, altri 16 Paesi: Albania, Australia, Brasile, Bulgaria, Costa Rica, Grecia, Macedonia, Montenegro, Serbia, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Romania, Russia, Stati Uniti, Ungheria. Quello stesso giorno, trombettisti delle Nazioni allora belligeranti hanno suonato la stessa musica nei luoghi storicamente più significativi, in un ricordo corale delle vittime del primo conflitto mondiale, così come documenta il video realizzato e trasmesso da RAISTORIA , mandato in onda anche da diverse emittenti televisive straniere. Tutte le informazioni sul progetto curato da Paolo Fresu, che ha precisato le circostanze del suo impegno con una nota sul suo sito web, erano comunque a disposizione nel comunicato stampa diffuso dalla Struttura di missione per gli anniversari di interesse nazionale, inquadrato anche dal video a corredo dello stesso articolo”

Dott.ssa Alessia Di Fabio- Ufficio Stampa

Risponde Franco Bechis. Ho pubblicato qui sopra e nel video stesso la delibera della presidenza del Consiglio dei ministri con il mandato di pagamento che non faceva affatto riferimento a tutto questo. E quella ho citato e riprodotto mettendola disposizione di tutti (e tutti possono giudicare), ironizzando nel video non su Paolo Fresu (un artista ha un valore di mercato che non posso giudicare: è il pubblico a decidere, e un suo brano eseguito può valere anche un milione di euro, non è quello il punto) ma sulla necessità che il governo in un momento simile impiegasse quella somma per una celebrazione di questo tipo per altro a vantaggio di qualche decina di turisti che si sono arrampicati lassù. Le immagini di chi vi ha partecipato sono esaustive dell’interesse pubblico dell’avvenimento. Se poi è stato eseguito un concerto registrato da Rai Storia, nella delibera della presidenza del Consiglio non vi si faceva riferimento alcuno, e non potevo inventarmelo io. Rai storia è una struttura di una società per azioni che ha fondi propri da investire in avvenimenti di questo genere, che può successivamente rivendere ad altre televisioni o eventualmente commercializzare su più supporti anche guadagnandoci. Non capisco perchè il governo italiano dovrebbe farsi carico di questa parte del costo. Credo che il governo debba avere cura ben più oculata e motivata nella gestione di risorse pubbliche che gli vengono dalle tasche dei cittadini. Poi- ripeto per l’ennesima volta, l’artista Fresu ha equivocato il senso di una polemica che non era sul suo cachet (lui si è offeso e mi spiace), ma sull’amministrazione dei fondi del governo. Purtroppo l’artista Fresu dolendosi di quel video restato poche ore sul web, ha postato un suo commento dai toni e dalle parole gravemente diffamatorie nei confronti della testata per cui lavoro e della mia stessa persona, paragonata ai terroristi che hanno sterminato la redazione di Charlie Hebdo a Parigi uccidendo anche cittadini ebrei in un supermercato francese. Quello sì un articolo gravemente diffamatorio. Ho proposto di risolverla a pugni, secondo i dettami di papa Francesco. Non avendo ricevuto risposta ho dato mandato allo studio legale di mia fiducia per la presentazione di una querela per diffamazione e contemporaneamente di una causa civile risarcimento danni da devolvere alle famiglie delle vittime di quegli attentati. In qualsiasi momento Fresu scegliesse il ring, sono naturalmente disposto a ritirare le cause.

Facebook Comments

, , , , , , , , , , , , , , , ,


Comments are closed.