Indiscreto

Palazzo Chigi regala un po’ di musica a Renzi per distrarsi

4 Ott , 2015  

La richiesta è partita dall’ufficio del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, poco prima delle vacanze estive, il 7 luglio scorso, indirizzata al dipartimento di palazzo Chigi per le politiche di gestione, promozione e sviluppo delle risorse umane e strumentali. Il premier italiano, o qualcuno dei suoi collaboratori di segreteria (la richiesta è del suo ufficio) aveva necessità urgente di un prodotto che mai è stato acquistato dal governo italiano: una card prepagata di I-tunes, il negozio on line di Apple.

itunescardL’acquisto è stato realizzato subito presso l’Apple retail Italia, per la spesa complessiva di 487,86 euro ed è stato reso pubblico solo dopo molto tempo, il 25 settembre scorso. Le I-tunes card in vendita presso al pubblico sono normalmente di tre tagli: uno da 25, uno da 50 e uno da 100 euro. Servono per comprare canzoni on line nella libreria virtuale di Apple, per acquistare o noleggiare film visibili sul proprio computer, sui dispositivi della casa di Cupertino (telefoni e Ipad) e per acquistare applicazioni dallo stesso negozio virtuale. Le più vendute (e frequenti sul negozio) sono normalmente giochi o applicazioni di produttività per migliorare o montare immagini o video realizzati con i dispositivi Apple. Potrebbero essere serviti per uso personale del premier o del suo staff più diretto (non per il portavoce Filippo Sensi, perchè l’acquisto sarebbe partito direttamente dal suo ufficio come in altri casi).

macbookairDifficilmente potevano servire per un dono ufficiale, perchè altrimenti ad acquistare le I-tunes card sarebbe stato l’ufficio del cerimoniale. Resta così il dubbio: gli italiani hanno pagato a Renzi in vista delle vacanze una nuova libreria musicale, un biglietto per visioni cinematografiche private, o qualche giochino con cui distendersi dalla tensione dell’attività di governo?
In attesa della risposta che può arrivare solo dai diretti interessati, è certo che lo stesso giorno di quell’acquisto l’ufficio del presidente avesse una seconda necessità, subito soddisfatta e anche in questo caso rivelata dopo due mesi e mezzo: un nuovo Mac book air da 13 pollici, pagato poi 865 euro presso il rivenditore Converge spa. Le tecnologie sono importanti per lo staff di Renzi, e infatti altri acquisti simili e comunque utilizzati per lavoro sono stati richiesti proprio dall’ufficio del portavoce Sensi. Che l’8 settembre scorso ha fatto acquistare un decoder e alcuni accessori per le trasmissioni in streaming pagati 3.315 euro presso la Sematron Italia.

meboschiNegli stessi giorni, il 24 settembre scorso, l’ufficio del cerimoniale di Stato di palazzo Chigi ha rivelato di avere ordinato alla Tipografia Rossini la “stampa di una foto del Presidente”. Il prezzo- 70 euro- indica per il tariffario di quella tipografia la stampa di un poster, di oltre un metro di altezza e circa 70 cm di larghezza. Non sono stati forniti altri dettagli, e tanto meno il luogo di esposizione di tale immagine. Alla stessa tipografia (comunicazione del 25 settembre scorso) si è rivolta con urgenza il ministro delle Riforme costituzionali, Maria Elena Boschi, che aveva bisogno della realizzazione di alcuni “stampati vari” pagati 790 euro. Sono invece state chieste – il 29 settembre scorso- a un’altra tipografia, quella di Luigi Bernardini, le stampe urgenti di 10 copie della relazione di accompagnamento del conto finanziario (non è specificato se di palazzo Chigi o dell’intero Stato), pagando 900 euro.
rastrellieraportabiciSempre il 29 settembre il segretario generale di Palazzo Chigi deve avere avuto ospiti a cui offrire qualche bibita e si è accorto di avere solo orribili bicchieri di plastica. Così ne ha ordinati 18 di vetro “per acqua” alla Pedone srl, pagandoli una inezia: 32,40 euro. Quattro giorni prima invece gli uffici generali di palazzo Chigi hanno acquistato da Umberto ceccarelli una rastrelliera portabici da 9 posti per 490 euro: evidentemente nel cortile di palazzo Chigi sanno tutti dove mettere l’auto blu che continuano ad avere, ma non le due ruote nel caso si scelga (come il ministro Graziano Delrio) quel mezzo di trasporto.

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