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Indiscreto

Negli Usa Marchionne ha sbagliato cavallo. L’Eni no

11 Nov , 2016  

Sergio Marchionne ha sbagliato a puntare la sua piccola fiche, più o meno come hanno fatto la maggiore parte dei grandi gruppi industriali e finanziari del mondo nelle presidenziali Usa. Fiat spa, che grazie all’acquisizione del gruppo Chrysler non è più straniera, ha infatti offerto il proprio piccolo contributo alle elezioni Usa. Non grandi somme, perché se pure registrate sotto l’egida Fiat, venivano in gran parte da contributi personali dei dipendenti dell’azienda.

marchionne1Secondo le ricevute depositate presso l’apposita commissione di verifica dei finanziamenti in Usa, al gruppo Fiat sono riconducibili in tutto 44 finanziamenti in queste elezioni: 23 a candidati repubblicani, e 21 a candidati democratici. Nel lungo elenco ci sono anche i due candidati alla presidenza degli Stati Uniti. I contributi sono piccoli, ma la scelta è stata evidente, perché a Hillary Clinton sono stati versati 9.929 dollari e a Donald Trump in extremis 879 dollari, meno di un decimo. In compenso sono stati versati contributi anche a due altri candidati repubblicani durante le primarie: 5 mila dollari a Marco Rubio e 2.470 dollari a Ted Cruz. Contributo pure all’avversario democratico della Clinton, Bernie Sanders: 3.272 dollari.

descalzieniCon gli stessi criteri risultano depositati anche 35 finanziamenti targati Eni spa, il colosso dell’energia italiano. Si tratta per la maggiore parte di mini contributi versati da dipendenti dell’azienda anche attraverso pay-pal. Quasi tutti (32) a candidati democratici alla Camera o al Senato, e solo 3 a candidati repubblicani. Fra i 3 però c’è Trump, a cui sono stati donati 222 dollari, che sono comunque il doppio dei 117 dollari versati alla Clinton. Meno però dei 430 dollari donati a Ted Cruz.

finmeccanica-mauro-moretti-gianni-de-gennaro-774859Più ricco il piatto dei finanziamenti riconducibili a un altro gruppo italiano, Finmeccanica, che ha interessi nel settore della Difesa negli Stati Uniti. Il core business del gruppo è tradizionalmente difeso dai repubblicani americani, e i finanziamenti sono conseguenti: in tutto 86, di cui 59 a candidati repubblicani e 27 a candidati democratici. Però come Fiat anche il gruppo presieduto da Gianni De Gennaro aveva puntato di più sulla Clinton: 7.523 dollari versati alla candidata democratica e 930 dollari destinati invece a Trump.

luxotticaFra i beneficiari noti il repubblicano John McCain (5 mila dollari), il suo collega di partito Ted Cruz (1.235 dollari), l’altro candidato alle primarie repubblicane Marco Rubio (500 dollari) e il democratico Bernie Sanders (660 dollari). Fra i gruppi italiani inseriti in quella lista c’è anche Luxottica, ma quasi per caso: ha versato un solo contributo minimo, di 28 dollari. Però non ha sbagliato tasche: sono quelle di Trump…

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