Indiscreto

Batosta elettorale, Rosato mette in ferie i dipendenti Pd

21 Giu , 2016  

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Ettore Rosato, capogruppo del Pd alla Camera dei deputati, ha un diavolo per capello con il piano ferie dei suoi dipendenti. Sembra che siano tutti stakanovisti, tanto da non prendere mai un giorno di permesso o di ferie. Nel solo ultimo anno il mancato godimento dei giorni di riposo è costato 166.607 euro in più all’accantonamento che già era piuttosto robusto. Strano, perché la Camera dei deputati è nota per generose chiusure dei battenti. Più di un mese di sospensione dei lavori parlamentari di estate, e quasi tre settimane nell’occasione delle vacanze di Natale, oltre a Pasqua e alla sospensione in occasione di campagne elettorali che non mancano mai in Italia.

Con la batosta elettorale delle amministrative il friulano Rosato però ha battuto i pugni sul tavolo e messo in ferie forzate i dipendenti: entro il 2017 dovranno smaltire tutti i permessi e le ferie accumulate. Serve recuperare qualcosa al bilancio, anche perché è nata una nuova grana nei gruppi. Con la disdetta dei contratti di affitto che la Camera aveva con l’immobiliarista Sergio Scarpellini in piazza San Silvestro, è stata chiusa anche la mensa a cui andavano a mangiare i dipendenti dei gruppi. Così Rosato come gli altri capigruppo ha dovuto mettere una pezza sostituendo la mensa pubblica con i buoni pasto distribuiti al personale: un costo imprevisto di 129.229 euro l’anno.

Buoni-pasto-2014

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