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Indiscreto

A Palazzo Chigi la prova: Renzi è fulminato

1 Ott , 2016  

E’ la villa della presidenza del Consiglio dei ministri preferita da Matteo Renzi. Quando può va a correre lì nel suo parco. Se gli impegni istituzionali si prolungano durante la settimana e il premier non riesce a tornare a casa in Toscana, spesso si fa raggiungere da moglie e figli e passa lì, a villa Doria Pamphilj, nella palazzina Algardi detta anche Casino del Bel Respiro, il week end dormendo nel silenzio e in mezzo alla natura.

renzimay2Spesso Renzi utilizza villa Pamphilj anche per bilaterali o vertici internazionali. L’ultima ospite ufficiale è stata in un giorno caldissimo di fine luglio il premier britannico Theresa May. C’era il rischio che un mese dopo- il 31 agosto- si svolgesse lì il faccia a faccia con Angela Merkel, che invece ha preferito incontrare il capo del governo italiano nel pomeriggio nell’autodromo di Fiorano, per ammirare le Ferrari in pista.

fulminerenzi1E’ stato un colpo di fortuna per la cancelliera tedesca. Perché quel mattino villa Pamphilj è finita sotto un violentissimo temporale estivo. Tuoni e fulmini di grande violenza, e uno si è abbattuto proprio sulla villa presidenziale preferita da Renzi. Per fortuna non c’era personale in servizio, e non è capitata una tragedia, ma la scarica elettrica ha messo fuori uso buona parte degli impianti lì a proteggere le capatine del premier italiano. Distrutte 8 telecamere di sorveglianza, bruciato un videoregistratore che memorizzava le immagini di quei passaggi, fuori uso la centralina anti-incendio e uno switch video, inutilizzabili cinque coppie di barriere anti-intrusione, mandando in avaria il sistema di allarme.

renzisceiccoUn discreto danno economico, nonostante il contratto di servizio scontato che affidava alla Romeo Gestioni la rapida sostituzione degli impianti resi inutilizzabili. L’intervento c’è stato e dal 14 settembre scorso è ripreso tutto a funzionare, ma tutto è costato 42.082,79 euro più Iva per un totale di 51.341 euro. Ci voleva un fulmine finalmente per realizzare quella “scossa” che Renzi aveva promesso all’economia italiana. Qualche raffica di lampi così lungo l’Italia, e il Pil tornerebbe a correre. Solo che a pagare le riparazioni questa volta sono stati i contribuenti italiani, che ne avrebbero volentieri fatto a meno.

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One Response

  1. chiunque scrive:

    Antonio De curtis detto totò

    e io pago

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