Clamoroso

Nicola per amore beffa tutti i controlli all’aeroporto di Bologna

27 Mag , 2016  

Bologna, 18 maggio, aeroporto Guglielmo Marconi, sono quasi le 17 del pomeriggio. Due poliziotti che hanno appena finito i controlli di routine, si affacciano alla vetrata che dà sulla pista all’altezza del gate 24 nell’area extra Schengen. Stanno chiacchierando, quando lo sguardo viene attratto da un giovane- sarà stato sulla trentina- che si aggira per la pista dell’aeroporto sembra senza meta. Nessuno lo accompagna, nella mano sinistra ha una busta bianca e nella destra un oggetto scuro. Da lontano difficile capire cosa sia. Il ragazzo si aggira disordinatamente per la pista forse cercando qualche aereo.

aeroportobolognaI poliziotti non ci pensano su due secondi, chiamano il capo turno che subito manda un collega in pista a chiedere a quel giovane che ci stia facendo lì. Quando lo raggiungono lui tranquillissimo spiega tutto, fornendo anche i documenti per l’ovvia identificazione. Si chiama Nicola B., effettivamente ha proprio 30 anni, e vive a Bologna da quando è nato. No, non si è perso scendendo da un aereo: vorrebbe salirci. Purtroppo non ha soldi per il biglietto, e quindi non ha carta di imbarco. Ma ha chiarissimo quel che vuole fare: andare a New York e raggiungere lì l’amore della sua vita. Quindi, appena avesse visto un areo pronto al decollo, sarebbe salito sopra senza nemmeno conoscere la destinazione. Giunto chissà dove avrebbe escogitato qualche altro piano per arrivare a New York dove lo mandava il cuore.

Ai poliziotti che gli parlano Nicola non sembra fuori di testa, anche se il suo progetto è indubbiamente folle. Forse da film, ma la realtà è altra cosa. Chi lo ha raggiunto si tranquillizza, scoprendo che l’oggetto misterioso tenuto nella destra è un banale telefonino, di cui Nicola fornisce il numero alla polizia. Ma non si fida troppo di una storia così strampalata. Al ragazzo viene chiesto di ripercorrere a ritroso la strada fatta per arrivare a quel punto della pista. Nella testa dei poliziotti si fa strada un sospetto: che quel ragazzone allampanato non la racconti giustissima. Mentre lui li guida nella strada fatta, guardano a destra e a sinistra e chiedono subito ai colleghi dell’aeroporto di andare a visionare le telecamere di servizio. Sospettano che possa avere posato qualche pacco lungo il percorso, magari un ordigno. Il dubbio è legittimo, ma presto si rivela infondato. Non c’è motivo per trattenere Nicola negli uffici di polizia: non ha compiuto alcun tipo di reato, il suo racconto sulla follia di amore sta in piedi per quanto non comune, non può essere sottoposto a fermo.

gatebolognaAppena va via Nicola però il capo turno della vigilanza riunisce gli altri colleghi della polizia per vedere tutti i filmati registrati dalle telecamere di sorveglianza. Il ragazzo ha raccontato come ha fatto ad arrivare in pista senza avere né carta di imbarco né biglietto aereo? La sua versione è confermata dai filmati delle telecamere. Alle tre e mezza di quel pomeriggio lo si vede disciplinatamente in coda dietro i primi tornelli. Si appicca come un francobollo alla passeggera che ha davanti, e approfitta del momento in cui l’operatrice di vigilanza gira la testa per passare attaccato a quella passeggera. Eccolo dieci minuti dopo in fila al metal detector: stessa tecnica, si appiccica come un francobollo al passeggero che ha davanti e passa nella distrazione di chi dovrebbe controllarlo ( gli addetti alla sicurezza stanno parlottando fra loro). E’ quasi fatta. Manca il passaggio più difficile: l’imbarco a un qualsiasi gate dove per forza bisogna essere in possesso della carta di imbarco.

Nicola punta il gate 13, vede due passeggeri sulla sedia a rotelle, e trova la soluzione. Attende che vengano fatti i controlli alle loro carte di imbarco, scorge in arrivo un operatore chiamato per farli salire prima a bordo, e si fa trovare dietro la sedia a rotelle come fosse un accompagnatore del disabile insieme agli altri familiari presenti. L’operatore apre il gate al gruppetto e li guida, facendo da Cicerone. Mentre il poveretto si volta per fare vedere un corridoio, Nicola vede a destra una scala che dà sulla pista e si infila rapidissimo senza che nessuno se ne accorga. A quel punto inizia il suo giro nella speranza di salire a bordo di un aereo che lo porti più lontano possibile, si potesse direttamente a New York. Verso le 16 e 15 viene intercettato dall’equipaggio di un aeromobile Ryan Air che lo scambia per un passeggero che si è smarrito dopo lo sbarco, e gli indica l’uscita. Lui ringrazia, ma per quasi 30 minuti continua ancora a cercare il volo dei suoi sogni. Fino a quando non lo scorge casualmente quel poliziotto.

coltelloritrovato2Fa simpatia la follia di Nicola. Un po’ meno quel che è stato fatto nella speranza di realizzarla: eludere tutti i controlli così non è la cosa più rassicurante che ci sia per i circa 7 milioni di passeggeri abituati ogni anno ad imbarcarsi nel sesto scalo italiano. Questa volta era una ragazzata, ma chi avesse avuto in mente altro poteva eludere i controlli di sicurezza nello stesso identico modo. Anche perché a Bologna è già accaduto più volte, e proprio Libero lo aveva raccontato: dal passeggero passato indisturbato con un coltello che era un arma il 21 dicembre scorso, poi pizzicato nello scalo intermedio di Dubai, al falso esplosivo infilato in una valigia dagli ispettori e che in tre casi non era stato evidenziato ai controlli.

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