Clamoroso

L’incredibile censura a Travaglio del regime Marino

22 Ago , 2015  

Il 29 agosto prossimo all’isola Tiberina era in programma durante una festa del Fatto quotidiano una sorta di rappresentazione teatrale con lettura da parte di attori di alcune intercettazioni dell’inchiesta del Fatto quotidiano. Marco Travaglio ha rivelato che quello spettacolo non può andare in scena perché il direttore dell’Isola del cinema Giorgio Ginori, che aveva affittato quegli spazi alla testata, letto il programma ha chiesto di espungere quello spettacolo, altrimenti niente festa. Sulle prime ho pensato a una esagerazione, magari utile a farsi pubblicità. Oggi leggo la precisazione dello stesso Ginori e fatico a credere ai miei occhi…

Nella sua lettera Ginori, organizzatore di una rassegna pubblica nella Roma di Ignazio Marino su spazi comunali, non solo conferma l’incredibile censura, ma aggiunge di peggio. Spiega di non avere vietato lo spettacolo teatrale, ma di averne condizionato la messa in scena alla presenza “per contraddittorio” di un assessore della giunta Marino, Alfonso Sabella, magistrato in aspettativa che anche da politici gira con la pistola nella fondina sotto l’ascella suscitando per questo atteggiamento da cow boy non poche polemiche. “Ben venga sull’isola Tiberina il tema di Mafia Capitale”, scrive l’incredibile Ginori, “ma a condizione che il dibattito si estenda dalle intercettazioni sino a una discussione il più aperta possibile, senza censure, grazie al contraddittorio del Magistrato Alfonso Sabella che ha titolo professionale e istituzionale per parlarne insieme agli attori”.

marcotravaglioOra non fosse per il ridicolo in cui tracima Ginori, usando perfino la maiuscola per la parola “magistrato”, credo che questo sia l’atto di censura più clamoroso che ricordi in 30 anni che faccio il giornalista. Un fatto così da regime con l’assessore imposto in uno spettacolo teatrale non le ricordo nell’Italia repubblicana. Non fosse ormai perso in un bicchiere d’acqua inseguito dai pasticci che combina ogni giorno, Marino dovrebbe tornare subito dagli Usa, chiedere scusa, chiudere la rassegna cinema sull’isola Tiberina a meno che non si trovi un direttore artistico più degno di un paese democratico qualunque, e ospitare in Campidoglio lo spettacolo di Travaglio…

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