Clamoroso

Fortis, il cantore di Matteo sprezzante del ridicolo

1 Feb , 2016  

Non essendo il primo aprile, ma il primo febbraio un normale lettore del Messaggero deve avere fatto un salto sulla sedia. Apre il suo quotidiano e a pagina 3 trova: “Conti pubblici, Italia virtuosa con il debito in calo costante”. Pesce di aprile? A febbraio non te lo attendi, a meno che i cambiamenti climatici… Poi uno va a leggere e trova la firma: Marco Fortis. Un economista, che avrebbe pure un curriculum. Però pure consigliere economico di Matteo Renzi, con cui ha trovato una corrispondenza di amorosi sensi che gli è valsa pure la poltrona da consigliere di amministrazione della Rai.fortisL’economista innamorato del premier, sprezzante del ridicolo come pochi altri, in una pagina ci spiega che il debito pubblico dell’Italia se lo sono inventato i gufi: non c’è, e se c’è è robetta da non preoccuparsi proprio. Sempre questi gufi terribili che infestano i giornali italiani (salvo quello che ospita questo scrittore indipendente e imparziale), si sono inventati pure che la commissione europea sia preoccupata del debito pubblico italiano, e la consideri una debolezza. Quando mai? “E’ una non notizia”, assicura severo il Fortis, che è davvero forte delle sue certezze.

coverreportueA riprova di ciò il terribile cacciatore di gufi cita un documento Ue, il “Rapporto sulla sostenibilità fiscale 2015”, che direbbe come il debito pubblico italiano non sia affatto un problema: lo è notoriamente per Francia, Gran Bretagna e Spagna che “hanno più probabilità di sforare” di quel virtuoso dei conti pubblici che notoriamente è il suo datore di consulenza e di posto in consiglio di amministrazione della tv di Stato (e cioè Renzi). L’Italia ha mai avuto problemi per quel debito pubblico? Invenzioni dei giornalacci gufoni. “Non notizie”, sentenzia Fortis.

L’testoitaliaeconomista infatuato deve essersi perso pure il contenuto di quel rapporto che cita a sostegno delle sue fantasiose tesi. Perchè dice l’esatto contrario: grazie all’eccesso di debito pubblico l’Italia rischia non poco nel medio periodo. E ripete quel che ci hanno sempre detto: quello è il tallone di Achille dell’Italia, terribilmente esposta al rischio sui tassi e agli scossoni sul mercato del debito sovrano. Oltretutto con un debito così alto sia in valore assoluto che in rapporto al Pil l’Italia è costretta a pagare una mole rilevante di interessi (4,3% del Pil nel 2015) che limitano notevolmente le possibilità di flessibilità nella spesa pubblica. Il contrario di quel che dice Fortis usando pretestuosamente lo stesso documento per dire quanto è bello Renzi e quanto sono utili le sue scelte economiche.

Ptabella2015er altro, giusto per non nasconderci dietro un dito, i dati utilizzati dall’Ue per fare le previsioni su breve, medio e lungo periodo sono quelli forniti dal governo italiano. Non proprio attendibilissimi, visto che li hanno cambiati (per il 2014, 2015 e 2016) quattro volte in poco più di 12 mesi. A sentire Renzi il debito pubblico avrebbe dovuto iniziare a scendere nel 2015, invece è salito e ha fatto il record storico. Ora dice che scenderà nel 2016. Ma chi si fida più? Ad aprile scorso prevedeva una chiusura 2015 al 132,5% del Pil. A settembre quel dato era già diventato 132,8% del Pil. La chiusura ufficiale non è ancora nota.

Quel che preoccupa di più in questa vis amatoria dell’economista è proprio quel riferimento alla “non informazione” con cui il tifoso bolla la nuda e cruda verità dei fatti. Perchè l’Italia è un paese libero, ed è fatta da milioni di tifosi: ha diritto Fortis a cantare la canzone che più gli piace e lo fa sognare, anche se questa fa a pugni con la realtà e la verità. Ma se poi da consigliere di amministrazione Rai questa fòla della “non notizia” avesse voglia di imprimere su tg e trasmissioni già di loro natura prone al potente di turno, allora il problema sarebbe serio. Perchè l’informazione del servizio pubblico non è patrimonio di tifoserie strampalate, e non può stare in quella funzione che è anche di garanzia chi si arroga un diritto da Miniculpop, stabilendo che quella gradita, tifosa e fantasiosa è notizia da apertura di Tg, e quella vera, reale e riconosciuta in tutto il mondo è invece non-notizia…

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