Clamoroso

27 fantasmi senza popolo, un milione per Francesco

26 Mar , 2017  

Le immagini sanno raccontare più di ogni fiume di parole. Prima istantanea: Roma, città deserta, con il suo centro sequestrato ai cittadini, ai turisti. Un dispiegamento di forze dell’ordine che non si era mai visto. Barriere ovunque. Tutto per proteggere i 27 leader della Unione Europea che in Campidoglio firmavano la loro piccola nuova dichiarazione scritta per celebrare i 60 anni del trattato di Roma. Proteggere da chi? Dal popolo. Dai popoli di quei 27 paesi. Seconda istantanea: Milano, un fiume di folla ovunque per accogliere Papa Francesco.

Lui che abbatte le barriere, entra nelle case, abbraccia la gente, la tocca, accarezza e bacia i bambini. Prima di celebrare la messa chiede scusa un attimo. Gli scappa un bisogno, ha visto un bagno chimico di lamiera rossa installato per i fedeli. Entra e risolve in pochi istanti. Fosse successa la stessa cosa a Roma a uno qualsiasi dei 27 leader, sarebbero scattate misure di sicurezza straordinarie. Ispezioni di carabinieri e polizia al bagnetto, i timori che da quel water improvvisato potesse partire un attacco chimico.

I due scatti dell’Europa di oggi: 27 leader senza popolo, e una marea umana (più di un milione) che abbraccia Francesco. A Roma un fiume di retorica che attraversa i paesi del vecchio continente, una cerimonia inutile, priva di ogni contenuto. Parole che non hanno più carne, che ignorano la realtà, la verità, ne costruiscono una artificiale. Grigi personaggi che se la suonano e se la cantano. A Milano la parola che si è fatta carne in Francesco, l’abbraccio che fa compagnia, che conosce cosa agita il cuore di ogni uomo.

Nulla più di una giornata come quella di sabato 25 marzo racconta come sia caduta nel vuoto la politica. C’è qualcosa che possa essere più lontano dalla vita dei popoli di quella celebrazione che si è svolta in Campidoglio? No, e lo si è capito anche da quel che è stato organizzato intorno. Cortei e manifestazioni di protesta, temutissimi per le possibile violenze che per fortuna non si sono verificate. E anche manifestazioni di chi cercava di dare un sostegno a quell’Europa che si stava celebrando. In ogni luogo qualche centinaia di persone al più che si sono ritrovate anche perché era una bella giornata e ogni tanto ci si deve vedere fra vecchi militanti.

Il più affollato dei cortei era quello della sinistra più radicale, dove si temevano infiltrazioni e provocazioni. Le forze di polizia l’hanno diviso in due. Davanti i Cobas, e saranno stati in 3 mila a volere essere generosi. Dopo i centri sociali e i più giovani: meno di due mila. Non è andata meglio ai sovranisti, che volere riunire gli appuntamenti organizzati da Giorgia Meloni e quello di Gianni Alemanno e Francesco Storace tutti insieme erano ancora meno. E tralasciamo la manifestazione del mattino che ha visto ancora una volta a braccetto qualche leader del Pd (è spuntato anche Andrea Orlando in maniche di camicia), e qualche Mario Monti boy: non c’era praticamente nessuno.

Accade così ormai da un paio di anni, non è solo la scarsa passione che ormai sa suscitare la parole “Europa”, che la si voglia celebrare o la si voglia avversare. Non c’è più una grande manifestazione, una kermesse organizzata anche da forze politiche che un tempo si sarebbero dette popolari che è in grado di essere accompagnata dal popolo. Non ci riescono nemmeno il Pd e M5s, che anche nelle grandi occasioni riuniscono al massimo militanti e attivisti. La gente comune se ne sta a casa, convinta che probabilmente la politica- tutta la politica- non solo da tempo immemore non è più in grado di risolvere i problemi di nessuno, ma nemmeno sa guardarli e riconoscerne l’esistenza.

I popoli sempre più se ne stanno lontani dalle urne, sfiduciati in ogni possibilità di cambiamento e di riscatto. In questo distacco dalla politica probabilmente l’Europa e la sua moneta hanno avuto un ruolo fondamentale, decisivo. E’ inutile pensare che qualcuno oggi possa avere in mano gli strumenti per risolvere un problema: tutte le leve sono state tolte da quella cessione di sovranità. Anno dopo anno è stata scavata una distanza che sembra ormai irrecuperabile fra classi politiche e i popoli che dovrebbero rappresentare. Ma i popoli ci sono, vivono, sperano, vorrebbero cambiare e almeno essere accompagnati nella vita di ogni giorno. Per questo ieri a Milano la gente ha lasciato la propria casa ed è corsa a seguire Francesco come non avrebbe mai fatto per nessuno di quei 27 fantasmi.

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