Caput Mundi

Consiglio alla Raggi, basta pm e sceriffi. Sbaglia meglio da sola

2 Set , 2016  

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Una delle qualità principali del Movimento 5 stelle è quella di non avere alcuna faccia da dovere difendere. Politici atipici, che se sbagliano non si fanno problemi a ritornare sui propri passi anche a costo di rimediare quella che per qualsiasi altro collega sarebbe una tremenda figuraccia. Capita di compiere un errore, e non è mai una buona soluzione intignarsi per difenderlo a tutti i costi.

raggi2-1217Quando appena eletta sindaco di Roma Virginia Raggi si è messa firmare delibere nominando a destra e manca i suoi collaboratori e si è accorta in 24 ore di avere sbagliato, è stata bersagliata di critiche per avere immediatamente virato, tornando sui suoi passi. Il problema non è cambiare idea: solo gli stupidi insistono nei propri errori. Ma quando a due mesi mezzo dal suo insediamento ieri la Raggi è tornata per l’ennesima volta sui suoi passi, provocando la caduta di mezza giunta e perfino dei manager appena scelti per risolvere l’emergenza rifiuti, ho avuto il dubbio che qui non si trattasse di cambiare idea, ma di averne almeno una in testa.

Il nuovo sindaco di Roma ha avuto tutti contro fin dal primo minuto: non è facile, la delusione di molti poteri forti della città per la sua elezione era palpabile, le campagne contro sono apparse subito pretestuose. Sa bene il Movimento 5 stelle che sulla performance della Raggi nella capitale si gioca gran parte della sua credibilità amministrativa e politica futura, e lo sanno benissimo pure gli avversari politici, che non attendono altro che un inciampo in quella vicenda per fare venire meno quella popolarità che i grillini hanno acquisito e tenuto inaspettatamente in questi anni. Ma essere stati votati quasi plebiscitariamente da centinaia di migliaia di romani, avere ridotto ai minimi termini un partito- il Pd- che era dominus della città e aveva in quel momento il governo nazionale, è un motivo di forza più che sufficiente per non accampare scuse o biascicare slogan stucchevoli e resistere a quel fronte avverso che certamente c’è. Anche per questo contesto, va bene riparare a un errore fatto per inesperienza, ma ancora meglio cercare di non mettere il piede in fallo e andare avanti a lavorare senza guardare troppo quel che accade intorno.

cantoneIl caos provocato ieri dalla Raggi che ha azzoppato dopo così breve tempo la sua giunta e disfatto quel poco di cambiamento messo in moto nei primi due mesi e mezzo di governo, viene spiegato con una toppa che a me sembra ben peggiore del buco creato. La sindaca ha compito lo stucchevole pellegrinaggio con cui la nuova classe politica del Pd renziano pensa di mettersi al riparo da qualsiasi guaio: è andata a baciare la pantofola al simpatico Raffaele Cantone, mettendogli in mano tutto quel che aveva fatto e sperando di ottenere applausi. Lui ha guardato quelle carte, le ha mandate per aria e la poveretta contrita è tornata a casa come uno scolaretto bocciato al primo esame, e ha disfatto la poca tela tessuta fin qui.

raineriPrima vittima dell’incredibile pellegrinaggio dal guru della legalità, Cantone, è stata ironia della sorte quel capo di gabinetto- il magistrato milanese Carla Rainieri– che era stato chiamato a darle il bollino di legalità sugli atti del comune e della sua giunta. A catena sono venuti via tutti gli altri chiamati con la stessa filosofia, a cominciare dallo sceriffo della Consob Marcello Minenna, che fu scelto come super assessore al Bilancio. Quest’ultimo era sì un alto papavero della Consob, in guerra con il suo presidente Giuseppe Vegas fin dal primo giorno (e adesso questi imprecherà in mille lingue al vederselo tornare come nulla fosse stato), che lo sospettava di essere la fonte di alcune notizie e servizi tv di Milena Gabanelli (cosa che gli ha fatto acquisire punti Paradiso nel mondo a 5 stelle).

minenna_-755x515Tipo strano questo Minenna, ancora più strano a leggere cronache e retroscena del suo rapidissimo e non indimenticabile periodo da superassessore della Raggi. Abbiano appreso così che durante le giunte in cui non di rado si opponeva alla sindaca scelta dai romani lui si metteva a fare piegamenti per terra, che era il suo modo di stemperare la tensione. Quindi più che uno sceriffo, un Rambo di cui non so se ci fosse proprio così bisogno. Per altro scarso stile a vedere il giorno in cui piccato si è dimesso: ha fatto dimettere anche tutti i manager che aveva portato lì, perché erano le persone giuste per rimettere a posto ad esempio la raccolta dei rifiuti della capitale. A suggello del suo amore per la città, se li è portati via come un Nerone pronto a dare fuoco alla capitale per dispetto.piegamenti minenna

La frittata è ormai fatta, ma anche per le cose appena raccontate non è detto che sia una tragedia. Perché l’errore principale è stato pensare di dare un segno di cambiamento facendo le stesse scelte che in questi anni si sono rivelate disastrose, forse ancora più di quelle del passato.

solidoro-amaAbbiamo sperimentato i politici di un tempo al potere, e di pasticci non ne hanno fatti pochi. Ma in questi ultimi 10-15 anni abbiamo capito che ci può essere di peggio: i tecnici al potere. E’ meglio che ognuno faccia il suo mestiere. I magistrati stiano nelle procure e nei tribunali, che il lavoro non manca. Gli sceriffi pure, i tecnici forniscano pareri, poi lascino le decisioni ad altri. Il vero errore della Raggi è stato quella di consegnarsi prigioniera in quelle mani, ricalcando le peggiori scelte compiute in anni recenti da chi ha governato il paese.

virginiatirosegnoIn fondo questo toourbillon romano offre un’occasione da non buttare via: la Raggi è stata scelta dai romani? Prenda le due decisioni senza cercare ora questo o quello schermo di protezione. Scelga quelli che con lei hanno elaborato il programma che è piaciuto ai romani, e dia loro la responsabilità di realizzarlo. Per sbagliare, meglio farlo da soli prendendosi le proprie responsabilità. E basta con questa idiozia delle patenti di legalità da cercare in giro: se uno ha la coscienza a posto e lavora per il bene comune, sa da solo che cosa è giusto o ingiusto fare. E non ha bisogno di cercare altrove i bollini sulla sua buona condotta.

virginiamucca

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2 Responses

  1. alessandro.gennari ha detto:

    buon pezzo. Profuma di onestà intellettuale -a

    • antonio ha detto:

      Certo. Adesso il problema era Minenna e i suoi piegamenti.
      E non la Muraro. Che adesso risulta indagata. Pappa e ciccia con il vecchio sistema di Buzzi e Carminati!
      Oppure Marra e il suo sodale Romeo. Un passato con le giunte Alemanno e la Polverini.

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